Nel venerdì del Principato, mentre il paddock si riempie di voci, proiezioni e convinzioni premature, Fred Vasseur sceglie la via della prudenza, quasi della diffidenza verso tutto ciò che sembra già scritto. Le sensazioni positive, i riferimenti incoraggianti, le discussioni sulle possibilità di podio e sulle gerarchie del weekend non lo convincono, perché a Monaco — più che altrove — il venerdì è un’illusione, un’immagine sfocata di ciò che accadrà davvero quando il cronometro si accenderà in qualifica. E Vasseur lo dice chiaramente, senza giri di parole, ricordando che il Principato è un circuito che tradisce chi si illude troppo presto.

Quando gli viene chiesto se la Ferrari sia davvero la squadra da battere, Vasseur risponde con una calma che sembra quasi un antidoto all’euforia del paddock: «No, non mi interessano questo tipo di approcci o le voci secondo cui dovremmo fare il nostro dovere. A Monaco la strada da percorrere dal primo venerdì alle qualifiche e alla gara è molto lunga. La cosa più difficile è che devi anticipare l’evoluzione della pista, l’evoluzione dell’aderenza e devi essere sempre un passo avanti. Questa è una vera sfida per la squadra e per i piloti. Significa che c’è ancora molta strada da fare e vedremo domani sera qual è il vero ritmo».
È una dichiarazione che riporta tutto a terra, che smonta l’idea di un venerdì già decisivo e che ricorda quanto il Principato sia un organismo vivo, mutevole, capace di cambiare volto da un’ora all’altra. Per Vasseur, il vero giudizio arriverà solo quando la pista sarà nella sua condizione più estrema, quella del sabato pomeriggio, quando il giro perfetto diventa un atto di coraggio e di controllo.
Il team principal francese riconosce però un elemento concreto: Lewis Hamilton sembra aver portato a Monaco lo slancio del Canada, una fluidità ritrovata che si riflette nel modo in cui affronta il circuito più stretto del calendario.
«Credo che sia sicuramente importante, soprattutto per la competitività della squadra nel lungo periodo, perché una sana competizione tra loro aiuta entrambe le parti del box e contribuisce allo sviluppo della vettura. Il momento è positivo, ma la cosa più importante è che lo sia anche domani sera».
È un passaggio che racconta molto della filosofia di Vasseur: non si tratta solo di prestazioni, ma di dinamiche interne e sviluppo della vettura. Hamilton in forma è un vantaggio, ma lo è anche per Charles Leclerc, che dall’altra parte del box ha appena firmato il rinnovo.
Su questo punto, Vasseur è netto:
«No, è un’ottima notizia e una notizia positiva per la squadra, per la Ferrari e penso anche per Charles. È importante avere questo tipo di continuità. Abbiamo un’ottima collaborazione. Ci conosciamo bene e lui conosce la squadra da tantissimo tempo ormai, perché era nell’accademia già nel 2016 o nel 2015. Portare avanti un progetto di questo tipo è un messaggio forte per tutti all’interno della scuderia e per il paddock».
È una dichiarazione che va oltre il semplice rinnovo: parla di identità, stabilità e continuità progettuale. Leclerc è cresciuto dentro la Ferrari, e la Ferrari ha scelto di crescere con lui.
In un weekend in cui il sabato vale più della domenica, Vasseur sceglie la prudenza come bussola. Non si sbilancia, non si lascia trascinare dall’entusiasmo, non concede spazio alle narrazioni facili. Sa che Monaco è un circuito che punisce chi parla troppo presto e che la verità, qui, arriva solo quando il cronometro si accende per la qualifica. È lì che si decide tutto, è lì che si costruisce la gara, è lì che si misura la forza di una squadra. E la Ferrari, per ora, preferisce restare in silenzio, lavorare, osservare. Perché a Monaco, più che altrove, chi resta lucido il venerdì può permettersi di sognare il sabato.
Foto interna x.com
Tutte le news, le foto, il meteo, gli orari delle sessioni ed i tempi del Gran Premio di Monaco 2026