Monaco non perdona, e questo weekend lo ha ricordato ad Aston Martin con una chiarezza quasi crudele. La vettura resta difficile, imprevedibile, nervosa sia in fase di accelerazione che di frenata. Nonostante ciò, in mezzo al caos, arriva un punto che pesa più del numero che rappresenta. È il primo dell’anno con Honda, ed è Fernando Alonso a portarlo a casa mentre Lance Stroll si arrende a un comportamento della macchina che lo porta al poi inevitabile contatto con le barriere.

Le parole di Lance Stroll sono la fotografia più sincera del momento che sta vivendo Aston Martin:
«Abbiamo dovuto affrontare questi problemi di guidabilità per tutta la stagione, e anche questo fine settimana è stata la stessa storia».
La macchina non risponde, non è costante, non dà fiducia.
«L'accelerazione e la decelerazione non sono affatto costanti e cambiano da una curva all'altra. Nella maggior parte dei circuiti c'è un po' di via di fuga su cui contare, ma qui i muri sono davvero vicini e qualsiasi problema può farti finire contro le barriere».
È un’ammissione pesante, soprattutto a Monaco, dove ogni incertezza diventa un rischio reale.
«Questo è stato anche uno dei motivi principali per cui sono stato penalizzato per aver superato i limiti di pista».
Poi l’incidente alla curva 19, quasi inevitabile con una vettura che continua a mostrare limiti evidenti in frenata.
«Esamineremo la situazione più da vicino dopo la gara e il team continuerà a lavorare per apportare miglioramenti in vista di Barcellona».
In un weekend complicato, Fernando Alonso sceglie la via del rischio.
«Ho corso molti rischi nel primo giro e alla ripartenza, cercando semplicemente di consolidare la posizione in cui ci trovavamo».
La gara è dura, la macchina non aiuta, ma la strategia è coraggiosa.
«Abbiamo adottato una strategia aggressiva, fermandoci al terzo giro, e pensavamo di arrivare alla fine della gara con una sola sosta».
La bandiera rossa cambia tutto, ma questa volta in meglio.
«La ripartenza ci ha aiutato e ci siamo assicurati di cogliere le opportunità che ci si sono presentate».
Il risultato è minimo sulla carta, enorme nel contesto.
«Penso che abbiamo gestito la gara abbastanza bene ed è stata una bella ricompensa per tutti nel team conquistare il nostro primo punto dell'anno».
Il team principal Mike Krack sintetizza il weekend con lucidità:
«A Monaco si è rivelata una tipica gara di logoramento, che ci ha permesso di ottenere il nostro miglior risultato dell’anno con Fernando al 10° posto: il nostro primo punto conquistato con la Honda».
Non è un trionfo, ma è comunque un passo avanti in una stagione complicata.
«Non è stato un weekend facile e la vettura è stata difficile da guidare, ma sapevamo che ci sarebbero potute essere delle opportunità e alla fine, quando contava, eravamo lì».
Sul ritiro di Stroll, Krack non si nasconde:
«Stiamo indagando. Ha avuto problemi in fase di decelerazione in curva, il che sembra aver contribuito all'incidente alla curva 19. Anche il deterioramento della pista potrebbe aver avuto un ruolo».
Aston Martin esce da Monaco con un weekend fatto di luci e ombre. La luce porta il nome di Alonso, capace di sfruttare ogni occasione disponibile e di regalare alla squadra il primo punto della stagione.
Dall’altra parte resta una vettura che continua a mostrare limiti evidenti. L’errore di Stroll nasce infatti da un contesto tecnico complicato, da una monoposto che non trasmette fiducia e che rende ogni giro una sfida.
Un punto non cambia una stagione. Ma può cambiare l’atmosfera all’interno di un team, può dare respiro a chi lavora dietro le quinte e offrire una direzione da seguire. E in un anno come questo, vale molto più di quanto dica la classifica.
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