Haas resiste a Monaco: Ocon conquista una P9 di carattere, Bearman travolto dal caos
08/06/2026 11:49:00 Tempo di lettura: 5 minuti

A Monaco, la pista che non perdona neanche il minimo errore, Haas vive un weekend che sembra scritto per mettere alla prova ogni membro della squadra. Da un lato c’è la frustrazione di Ollie Bearman, travolto da un primo giro che distrugge la sua gara. Dall’altro c’è la tenacia di Esteban Ocon, che stringe i denti, sopravvive a tutto e porta a casa un nono posto che pesa come un premio alla resilienza in una gara caotica e piena di insidie. Sul fondo, la voce calma e lucida di Ayao Komatsu tiene insieme un gruppo che non molla mai.

 

Bearman: un weekend che non decolla e un primo giro che spezza tutto

Haas resiste a Monaco: Ocon conquista una P9 di carattere, Bearman travolto dal caos

Bearman non cerca scuse, non addolcisce nulla:

«È stato un fine settimana difficile nel complesso; anche se la macchina ha dimostrato un ottimo ritmo in qualifica, ci sono molti rimpianti».

La sua gara finisce praticamente al primo giro: contatto, danno, pit stop immediato.

«Dopo una qualifica come quella di ieri, è dura fare qualcosa qui, e così è stato: è stata una giornata terribile in pista».

Da lì in avanti, servirebbe un miracolo.

«Ho subito un danno e ho dovuto fare un pit stop al primo giro, quindi dopo ci serviva un miracolo, che però non ho ottenuto».

Poi aggiunge uno sguardo al team:

«Sono contento che abbiamo conquistato punti con Esteban. Non vedo l’ora di ripartire da zero a Barcellona».

 

Ocon: dolore, strategia e una P9 che vale come una vittoria

Esteban Ocon racconta una gara di sopravvivenza:

«Abbiamo azzeccato tutto, abbiamo preso le decisioni giuste e la strategia è stata ottima».

La curva finale diventa una trappola evitata giro dopo giro:

«Siamo anche riusciti a evitare problemi all’ultima curva, che era insidiosa».

Poi la verità della sua domenica:

«Dopo 20 giri pensavo di non riuscire a finire la gara».

E invece resiste fino alla fine:

«È un risultato più che meritato, sono felicissimo, dimostra che non bisogna mai mollare».

A Monaco, dove non si sorpassa, sopravvivere è già un’impresa. Arrivare nono è molto di più.

 

Komatsu: gestione, resilienza e un punto che vale fiducia

Ayao Komatsu guarda il weekend con lucidità:

«È stato un weekend davvero difficile, con un po’ di sfortuna, ma questo dimostra che non bisogna mai arrendersi fino all’ultimo».

Il contatto al primo giro complica tutto:

«Non è stato certo un inizio ideale. Da quel momento in poi Ollie non ha potuto fare molto, inoltre ha avuto problemi ai freni, quindi abbiamo dovuto ritirarlo».

Su Ocon invece arriva il riconoscimento del lavoro fatto:

«Abbiamo continuato a guadagnare posizioni. Con quello che stava succedendo davanti con la Williams non c’era molto che potessimo fare, ma ci siamo concentrati su ciò che potevamo controllare».

Il bilancio finale è chiaro:

«È quello che questa squadra merita. Penso che avremmo potuto fare molto di più con la velocità che avevamo, ma sono davvero felice che siamo riusciti a dare qualcosa a questa squadra».

 

Haas esce da Monaco con un punto, un ritiro e una certezza: la squadra sta crescendo. Bearman paga un prezzo altissimo in un primo giro crudele del Principato, Ocon firma una delle sue gare più dure e preziose, Komatsu tiene la barra dritta. Non è un trionfo, ma è un segnale: la squadra c’è, soffre, resiste e Barcellona arriva al momento giusto per confermare un trend positivo.

Foto copertina x.com

Foto interna x.com

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