Durante questo primo scorcio di stagione, la Ferrari ha lamentato dei problemi nella gestione delle temperature dell'impianto frenante tra assale anteriore e posteriore. Da quello che abbiamo appreso la complessità è figlia del regolamento tecnico e assume un carattere problematico a seconda dello stile di guida del pilota.
Su tracciati come quello del Canada e di Monte Carlo, la gestione della frenata acquisisce un ruolo importante (anche se per ragioni tecniche diverse) ed è qui che sono emerse le vere complicazioni. Hamilton non ha sofferto delle stesse noie tecniche di Leclerc, perché stando a quanto riportato domenica scorsa, al termine del GP di Monaco, da 'Autoracer', il sette volte campione del mondo era già passato al materiale Carbone Industrie, mentre Charles Leclerc, forse, in onore dei buoni rapporti tra la Ferrari e Brembo, stava provando ad insistere con il fornitore italiano per trovare una soluzione al alle difficoltà che stava incontrando.
Purtroppo la situazione è precipitata a Monte Carlo, con il monegasco costretto al ritiro proprio per un problema tecnico avuto al momento della ripartenza dalla Safety Car al proprio impianto frenante. La nostra redazione ha provato a contattare direttamente Brembo per avere la conferma ufficiale (senza avere però risposta), ma stando alle indiscrezioni lanciate prima da 'Autoracer' e a seguito da tantissime altre testate, sembrerebbe che Leclerc si sia deciso a testare anche lui il materiale Carbone Industrie durante le FP1 del GP di Barcellona (proprio come il pilota stesso aveva lasciato intendere al termine della propria gara di casa, leggi qui).

Restiamo in attesa dell'ufficialità. Nel frattempo Brembo trema. La Ferrari non è certo l'unica squadra che si stava affidando a fornitore italiano per il proprio impianto frenante. Perderla però, potrebbe essere un danno d'immagine non indifferente, che potrebbe incrinare lo storico rapporto che Ferrari e Brembo avevano costruito e onorato in tutti questi anni.
Dopo attente indagini ci siamo resi conto di aver commesso uno sbaglio con il nome CI, ci scusiamo con i nostri lettori e con l'azienda in questione. All'interno dell'articolo troverete il nome esatto per esteso.
Foto: Formula1.it