La Ferrari ritrova ritmo fiducia e convinzione tra il GP di Canada e quello di Monaco, ma a Maranello sanno che non bisogna mai adagiarsi sugli allori. Paradossalmente, se Montréal rappresenta il weekend da cui il bilanciamento dei freni è diventato un vero e proprio problema per la SF-26, soprattutto quella di Leclerc, costituisce anche il weekend in cui Hamilton ha effettuato un cambio di passo che ha contribuito a riportare la Ferrari nella condizione di poter intimorire i suoi rivali (non a caso si vocifera che Lewis stia già utilizzando qualcosa di diverso nell'impianto frenante rispetto a Charles)..
Lewis ha raccolto due secondi posti nelle ultime due gare, mentre Charles ha ottenuto un quarto posto in Canada e un ritiro (a quanto pare dovuto ai problemi che la Ferrari sta riscontrando al sistema dei freni) nel suo GP di casa a Monte Carlo.
La performance pura c’è e il ritmo anche. Se non in grado di lottare per la vittoria, sicuramente migliore rispetto a tutti gli altri. Tuttavia, bisogna guardare sempre avanti. La Mercedes è migliore sotto quasi, qualsiasi aspetto della vettura, dunque, non c’è tempo neanche di farsi i complimenti per l’ottimo lavoro svolto nella pausa di aprile.

I dati da analizzare e le aeree in cui migliorare sono tante, troppe, ed è forse per questo che il team principal, Frédéric Vasseur, appare di così poche parole: “Giungiamo a Barcellona dopo due appuntamenti iridati in cui abbiamo mostrato segnali incoraggianti dal punto di vista della competitività. A Monaco e in Canada abbiamo ottenuto buoni risultati. Sappiamo però che c'è ancora molto lavoro da fare e che dobbiamo continuare a concentrarci su noi stessi. Come sempre, cercheremo di massimizzare il potenziale della vettura, continuando a progredire. È questo il nostro obiettivo”, ha concluso alle colonne della Scuderia Ferrari.
Montréal e Monaco sono tra l’altro anche due tappe molto particolari e diverse fra loro. Se la SF-26 mostrasse lo stesso carattere anche in Spagna questa sarebbe una bella conferma per la squadra italiana.
Foto: Ferrari