La terza sessione di prove libere si apre in un silenzio innaturale: il caldo, il vento e l’asfalto ostile congelano le strategie e rallentano il paddock. È un inizio sospeso, quasi irreale, che anticipa una FP3 destinata a rivelare più problemi che certezze. Sarà rivelatrice in vista della qualifica?

Alle 12:30 il semaforo diventa verde, ma il Montmeló resta fermo. Solo Valtteri Bottas e Sergio Pérez rompono l’immobilità, mentre il resto del gruppo osserva un asfalto reso imprevedibile dal caldo estremo e dal vento. La sessione prende vita solo dopo diversi minuti, quando Lando Norris firma il miglior tempo davanti a Charles Leclerc, ma la temperatura impedisce qualsiasi secondo tentativo: un giro lanciato e poi subito ai box.
Oscar Piastri non riesce ad avvicinarsi ai primi due e il team radio rivela il motivo: un’ala anteriore danneggiata che gli toglie grip proprio nel momento decisivo.
L’ingresso delle Mercedes ridisegna la gerarchia del momento. George Russell detta il passo in 1:16.258, seguito da Kimi Antonelli a due decimi, mentre Lewis Hamilton si inserisce più indietro al primo tentativo. Una bandiera rossa interrompe tutto per l’uscita nella ghiaia di Bottas, causata da un problema ai freni.
Negli ultimi minuti la pista si riempie: Hamilton cambia assetto, Nico Hülkenberg sfrutta una gomma rossa nuova, Russell si migliora ancora e Leclerc risale terzo a 246 millesimi dal riferimento assoluto. È un finale frenetico che non cancella la natura frammentata della sessione.
La FP3 di Barcellona non offre risposte definitive: mostra una pista difficile, un equilibrio instabile e una griglia che si muove a scatti. Il caldo, il vento e il degrado hanno dettato il ritmo più dei piloti.
Alle 16, la qualifica del GP di Barcellona promette di trasformare questa tensione in verità.
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