Ferrari, il piano nascosto: la nuova era è iniziata prima del nuovo motore
17/06/2026 16:29:00 Tempo di lettura: 4 minuti

La Ferrari ha iniziato la sua nuova era prima ancora di montare il nuovo motore, e la vittoria di Lewis Hamilton ha rivelato un potenziale che la concorrenza non aveva previsto. Ora il paddock teme che, quando arriverà il propulsore aggiornato, possa realmente rappresentare una minaccia. È una storia che parla di strategia, di pazienza e di un piano tecnico costruito nell’ombra.

 

Un inizio lento, ma voluto: la Ferrari che ha scelto di partire in ritardo

Ferrari, il piano nascosto: la nuova era è iniziata prima del nuovo motore

A Maranello non è scoppiato il panico quando la Mercedes ha iniziato la stagione dimostrando di essere non solo la squadra da battere, ma soprattutto quella apparentemente irraggiungibile. Non era un imprevisto: era parte del piano. La dirigenza aveva accettato l’idea di un avvio più lento, perché tutto ruotava attorno a quattro lettere: ADUO, il meccanismo FIA pensato per evitare un nuovo dominio come quello Mercedes del 2014. Chi resta indietro può recuperare, passo dopo passo, fino a ridurre il divario di potenza.

La Ferrari ha deciso di sfruttarlo. Ha montato un turbo più piccolo, più reattivo ma meno potente. Ha aggiunto un’ala dietro lo scarico per guadagnare deportanza sacrificando qualche cavallo. Ha progettato un motore che lavora a temperature più alte per ridurre le dimensioni dei radiatori e migliorare l’aerodinamica.
Era un compromesso calcolato, non un limite. È per questo che la FIA, dopo il primo ciclo di misurazioni, ha certificato ciò che a Maranello si aspettavano: un ritardo di oltre il 4% in termini di potenza. Tradotto: via libera ad almeno due aggiornamenti nel corso del 2026. Il primo arriverà a Spielberg e dovrebbe dimezzare il deficit, recuperando circa 25 cavalli.

Eppure il punto è un altro: la Ferrari ha iniziato a vincere prima di aggiornare il motore, ed è qualcosa che nessuno si sarebbe aspettato.

 

Barcellona come rivelazione: Hamilton vince con il vecchio pacchetto e il paddock si allarma

A Barcellona la Ferrari non si aspettava di poter davvero infastidire la Mercedes: troppo ampio il divario mostrato nei circuiti più tradizionali. Ma il nuovo pacchetto aerodinamico — fondo, ala anteriore e muso — ha funzionato oltre ogni previsione.
Hamilton si è ritrovato nel “salotto” delle Frecce d’Argento, a soli sei centesimi dalla pole position. E in gara, senza la Virtual Safety Car, avrebbe probabilmente vinto comunque.
Il suo ritmo in aria pulita ha superato il secondo al giro sugli inseguitori.

È stato un segnale, e il paddock lo ha capito subito. Basti pensare alle parole di George Russell, che ha ammesso con sincerità:

«Ci hanno già sorpreso nelle qualifiche. In gara il loro ritmo era pazzesco».

Lando Norris è stato ancora più diretto:

«Siamo fortunati che la Ferrari non abbia ancora un motore migliore. Se lo avranno, domineranno. Sono già i più veloci in curva. Se migliorano anche il motore, ridicolizzeranno tutti».

È qui che emerge la portata del lavoro svolto dalla Ferrari: ha già dimostrato di possedere un pacchetto competitivo nonostante il deficit della power unit. Per questo è naturale pensare che, quando arriverà il nuovo motore, gli equilibri possano cambiare radicalmente.

Il distacco in classifica resta importante — 72 punti nel campionato costruttori e 41 tra Hamilton e Antonelli — ma la sensazione è che la stagione possa riaprirsi. Spielberg, il 28 giugno, diventa così il primo vero banco di prova. Ottenere una prestazione convincente su un circuito molto diverso da Barcellona rappresenterebbe un segnale ancora più significativo delle potenzialità della Ferrari.

 

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