Con il GP di Gran Bretagna la Formula 1 arriva su uno dei circuiti più completi e selettivi dell'intero calendario. Silverstone misura 5,891 km ed è caratterizzato da curve velocissime percorse con acceleratore quasi completamente aperto per circa il 66% del giro.
Curve come Copse, Maggots, Becketts e Chapel rappresentano uno dei test più severi dell'intera stagione per telaio, aerodinamica e pneumatici. Le elevatissime forze laterali metteranno sotto stress soprattutto l'anteriore sinistra e premieranno le vetture meglio bilanciate, ma quest'anno entra in gioco, e sarà fondamentale, la gestione dell'energia.
Uno degli aspetti tecnicamente più interessanti riguarderà la gestione dell'energia, Silverstone presenta infatti una sequenza praticamente unica nel mondiale.
Dopo l'uscita da Luffield i piloti affrontano Copse a velocità elevatissima prima di entrare immediatamente nella successione Maggots-Becketts-Chapel che conduce al lungo Hangar Straight. In questa zona diventerà fondamentale decidere come distribuire la potenza elettrica disponibile.
Gli ingegneri stanno valutando differenti strategie, e Verstappen ha dichiarato che quest'anno tutta questa sequenza si potrebbe fare senza mai frenare. Interessante in questo senso la simulazione pubblicata dall'ingegnere Marek Lubienecki su X e che mostra quello che probabilmente assisteremo a Silverstone con il ritorno quasi inevitabile del tanto odiato super clipping.
Le scuderie affrontano quindi Silverstone con la consapevolezza che richiede un equilibrio quasi perfetto tra efficienza aerodinamica, gestione dell'energia e controllo delle temperature degli pneumatici. Inoltre il weekend Sprint concederà una sola sessione di prove libere, aumentando enormemente il valore del lavoro svolto al simulatore e della rapidità con cui ogni squadra riuscirà a trovare il setup ideale.
Le prime immagini dalla pitlane ci danno alcuni riferimenti sulle scelte di setup e sugli aggiornamenti mirati per il circuito.
Il GP d'Austria ha confermato quello che avevamo previsto alla vigilia: Spielberg rappresentava uno dei tracciati più sfavorevoli per le caratteristiche della Ferrari SF-26. La vettura ha sofferto un degrado superiore alle attese, il posteriore non è mai sembrato adeguatamente protetto e la gestione delle gomme è risultata molto meno efficace rispetto a quanto visto in Spagna. Inoltre la Ferrari è stata costretta ad utilizzare modalità di deployment dell'energia difensive, perdendo ulteriore competitività soprattutto nelle fasi di accelerazione. Il risultato è stato evidente anche osservando le velocità massime registrate in gara. Le power unit Mercedes e Red Bull hanno mostrato un vantaggio importante agli alti regimi, e il piccolo intervento introdotto con il primo ADUO non poteva realisticamente modificare in maniera sostanziale gli equilibri prestazionali.
Le caratteristiche di Silverstone dovrebbero adattarsi meglio alla SF-26 rispetto a Spielberg, anche se soffrirà sicuramente con la gestione dell'energia nel lungo tratto da T5 a T15. La Ferrari ha portato una configurazione aerodinamica specifica con una nuova ala posteriore, con ulteriori modifiche alla filosofia "reverse", e un diffusore ottimizzato per ridurre il drag senza compromettere il carico necessario nelle curve ad alta velocità.
Dettaglio del meccanismo attuatore dell'ala Macarena della Ferrari - Foto di Roberto Chinchero
A Silverstone la Ferrari porterà una versione evoluta proprio per cercare più velocità massima, dopo che in Austria l’eccesso di carico si era trasformato in resistenza all’avanzamento.
La Ferrari ha rivisto la carrozzeria attorno alle ruote posteriori della SF-26 per Silverstone, intervenendo sui condotti dei freni posteriori e sulla disposizione delle winglet. I condotti non servono solo a raffreddare i dischi in carbonio tramite il flusso d’aria, ma svolgono anche un’importante funzione aerodinamica: aiutano a gestire i flussi attorno alle ruote posteriori, riducendo le turbolenze e migliorando l’efficienza del diffusore e del retrotreno. Le nuove winglet sono studiate proprio per controllare meglio questi flussi, con l’obiettivo di aumentare il carico aerodinamico senza penalizzare la resistenza all’avanzamento.
La Mercedes arriva a Silverstone forte della doppia presenza sul podio ottenuta in Austria, ma Toto Wolff invita alla prudenza. Il livello di competitività tra i quattro top team è ormai talmente ravvicinato che ogni circuito può modificare sensibilmente la gerarchia.
Se la Ferrari ha confermato le difficoltà attese, la vera protagonista tecnica del weekend è stata la Red Bull. Gli ultimi aggiornamenti, uniti alla riduzione di peso della RB22, hanno prodotto un netto salto prestazionale.
Il lavoro svolto dagli ingegneri di Milton Keynes non riguarda solamente il nuovo pacchetto aerodinamico. Il rear corner è stato profondamente rivisto prendendo ancora una volta ispirazione dalle soluzioni Mercedes, mentre anche i fianchi dei sidepod sono stati modificati per migliorare l'efficienza complessiva della vettura.
Resta da capire quanto questo vantaggio sia legato alle caratteristiche specifiche del Red Bull Ring oppure se rappresenti un reale cambio di passo destinato a ripetersi anche sui prossimi circuiti.
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GP Gran Bretagna 2026: guida completa
Questo è il quarto dei sei approfondimenti che proponiamo regolarmente su formula1.it per accompagnare l’avvicinamento a ogni weekend di gara: oltre alle prime immagini dalla pitlane e alle scelte di setup, trovano spazio lo studio e le informazioni Pirelli su gomme e strategie, l'analisi Brembo sui freni, la programmazione TV e streaming dell’evento, gli aggiornamenti ufficiali, oltre alla tabella delle componenti della power unit utilizzate.