La stagione dell'Aston Martin continua a essere complicata e anonima. Le performance della AMR26 sono ben lontane dagli avversari, lo confermano i dati emersi dal GP d'Austria, con l'ultima posizione di Fernando Alonso e il ritiro di Stroll.
Recentemente Adrian Newey si è lasciato andare a una lunga intervista sul canale ufficiale dell'Aston Martin, in cui ha svelato cosa è andato storto nella progettazione della monoposto 2026, su cui le ambizioni erano decisamente alle stelle.
Da mesi lontano dal paddock e dedito al lavoro in fabbrica, Newey svela cosa ha compromesso il successo prestazionale della monoposto 2026: "La tempistica ha giocato un ruolo fondamentale, ma non è stata l'unica", ha dichiarato Newey al sito web di Aston Martin. "Abbiamo un gruppo di persone di grande talento, ma come organizzazione non lavoravamo ancora insieme come avremmo voluto e non operavamo come un'unica unità coesa. Le aspettative erano altissime, ma la realtà dei fatti non le corrispondeva."
"Per quanto riguarda il telaio, siamo decisamente sovrappeso. Parte del peso in eccesso è dovuto all'integrazione del gruppo propulsore e alla risoluzione dei problemi di vibrazione che abbiamo dovuto affrontare con Honda, ma non abbiamo fatto un lavoro altrettanto accurato per quanto riguarda la riduzione del peso. Quando si progetta di fretta, il peso è la prima cosa a risentirne perché non si ha il tempo di ottimizzare tutto a fondo."

L'AMR26 pronta a scendere in pista
La sfida aerodinamica, voluta proprio dal britannico, ha solo aumentato la mole di lavoro: "Dal punto di vista aerodinamico, abbiamo intrapreso una strada audace – in gran parte promossa da me – senza però avere la possibilità di approfondire diverse soluzioni a causa dei limiti di tempo. Non direi che la direzione che abbiamo scelto sia fondamentalmente sbagliata, ma ci ha posto di fronte a sfide impreviste."
Dal 2023 il team britannico si è trasferito in una nuova fabbrica, dove Newey ha scoperto che molti strumenti erano obsoleti e non correttamente sincronizzati. Una situazione decisamente scomoda, che inciso duramente nel lavoro: "Ci affidavamo a strumenti e processi che erano stati rattoppati e improvvisati per anni – alcuni di questi risalivano addirittura ai primissimi tempi del team Jordan, che aveva sede qui a Silverstone, molto prima che l'Aston Martin tornasse in pista", ha spiegato. "A un certo punto, un sistema fatto solo di rattoppi smette di essere adatto allo scopo. Ed è a questo punto che eravamo arrivati."
"Il risultato è stato un processo di assemblaggio dell'auto estremamente frustrante. I pezzi non venivano ordinati al momento giusto, non perché le persone non facessero il loro lavoro, ma perché il sistema di base non funzionava"
Prima della pausa estiva, è in arrivo un massiccio pacchetto evolutivo sulla AMR26, che dovrebbe arrivare per il GP d'Ungheria: "Abbiamo in programma di introdurre il nostro aggiornamento in Ungheria su entrambe le vetture. Gli elementi strutturali principali rimangono gli stessi – l'architettura del telaio e del cambio non cambia sostanzialmente – ma abbiamo ridotto il peso di entrambi, il che ha richiesto una nuova omologazione e test di sicurezza per il telaio anteriore. Le sospensioni anteriori sono rimaste invariate. Quelle posteriori sono state leggermente riviste. Abbiamo sviluppato un nuovo muso e rivisto le superfici aerodinamiche. Si tratta di un pacchetto aerodinamico di grande impatto, abbinato a una significativa riduzione di peso. L'obiettivo è avvicinarsi il più possibile al limite di peso” ha concluso.
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