Nei giorni scorsi abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva Theo Pourchaire, attuale pilota WEC di Peugeot e terza guida Mercedes in Formula 1. Durante la nostra lunga chiacchierata il francese ha toccato diversi argomenti, partendo dalla stagione 2026 di F1 e dal suo nuovo regolamento, fino alla sua stagione in Hypercar con il team francese e all'esperienza a Le Mans, dove ha concluso la 24 Ore in undicesima posizione assoluta.
Entrando subito nel vivo dell'annata Mercedes e parlando soprattutto delle nuove vetture alimentate al 50% dal motore a combustione e al 50% dalla parte elettrica, Theo ci ha risposto dicendo: "Ad essere onesto, non ero, diciamo, molto sicuro di queste nuove regole perché ho avuto modo di guidare la vettura al simulatore per molti giorni prima dell’inizio della stagione".
"Ho partecipato allo sviluppo di questa nuova vettura insieme al team e devo dire che è stato un grande piacere, soprattutto perché la vettura, il team e Kimi Antonelli sono in testa al campionato. Anche George comunque sta facendo molto bene, quindi sono davvero orgoglioso di far parte di questa squadra. È anche un’esperienza fantastica da mettere a frutto nel Campionato Mondiale Endurance o anche quando faccio i test di Formula E, perché lavorare con una scuderia di F1 implica collaborare con tantissime persone ed è un’esperienza fantastica".
Commentando poi i Gran Premi ha aggiunto: "Devo dire che adesso le gare sono piuttosto belle e in pista si assistono a grandi duelli. Hanno migliorato molto le auto nei giri di qualifica; prima avevamo molti “clipping” e “super clipping” nei momenti in cui contava. Penso che ora sia molto meglio, su questo siamo tutti d’accordo. Insomma, sto guidando la macchina solo nel simulatore, quindi... Ma forse, forse avrò la possibilità di guidarla quest’anno... È comunque bello essere il pilota di riserva, e io mi tengo sempre pronto nel caso in cui la scuderia abbia bisogno di me".
Continuando su questa scia abbiamo poi domandato al giovane francese quali siano gli aspetti che gli piacciono di più della Formula 1 e quali invece quelli che lo attirano di meno della categoria. Senza pensarci due volte lui ha risposto dicendo: "La Formula 1 è sicuramente la categoria più ambita, oltre a essere quella che tutti sognano quando sono bambini. Penso che il bello sia proprio il fatto che queste siano le auto più veloci del pianeta".
"Anche con questo nuovo regolamento, nonostante a volte alcuni piloti dicano che le auto non sono più così straordinarie da guidare rispetto all’anno scorso, rimangono comunque le più veloci del pianeta, quindi è davvero fantastico. Devo dire però che mi piacciono anche le gare endurance perché sono più simili a uno sport di squadra: hai due compagni, devi condividere la vettura e partecipare a una gara come Le Mans. È un’esperienza molto emozionante, oltre che davvero impegnativa sia mentalmente che fisicamente. Insomma, mi piacciono entrambe e sarebbe fantastico avere la possibilità di guidare di nuovo in F1, non so, magari durante un test, nelle FP1 o in qualsiasi altra occasione".

Scendendo più nel dettaglio, anche alla luce delle discussioni sempre più frequenti sui piloti presenti in griglia più per il sostegno economico degli sponsor che per il puro talento, abbiamo chiesto a Theo se la Formula 1 possa essere ancora considerata uno sport meritocratico e se il WEC invece sia la vera alternativa al Circus iridato.
"Credo che il WEC stia diventando una valida alternativa per i giovani piloti: ci sono molti sedili disponibili, tre piloti per vettura e diversi costruttori coinvolti. È però un mondo completamente diverso rispetto alle monoposto, così come lo sono la Formula E o le categorie GT".
"Per quanto mi riguarda, penso che vedremo sempre più piloti passare direttamente dalla Formula 2 al WEC, oppure scegliere percorsi alternativi come IndyCar o Formula E. Questo perché l’accesso alla Formula 1 oggi è estremamente difficile e limitato".
Sul tema della meritocrazia, il francese ha poi aggiunto: "Se devo essere sincero, ci sono molti piloti, ad esempio in IndyCar, che avrebbero il livello per approdare in Formula 1. E in futuro credo che lo stesso potrà accadere anche con la Formula E, soprattutto con l’arrivo della Gen4, quando le vetture saranno molto più veloci. Le differenze resteranno, ma con una maggiore gestione energetica anche in F1 e il progresso delle monoposto elettriche, potremmo vedere piloti alternarsi tra le due categorie: magari con un ruolo da titolare in Formula E e da riserva in Formula 1, oppure persino un campione FE fare il salto nella massima serie".
Infine, ha poi fatto un confronto tra le discipline: "WEC e Formula 1 restano categorie molto diverse. Nell’endurance si condivide la vettura, si lavora sul ritmo gara e sulla gestione di gomme e traffico. È un approccio completamente differente rispetto alle monoposto".
Attualmente, come già accennato, Théo Pourchaire è impegnato nel WEC al volante della Peugeot. Proprio partendo da questo aspetto e dal fatto che rappresenti la Francia nel panorama del motorsport internazionale guidando una vettura di un marchio simbolo del suo Paese, abbiamo poi concluso questa prima parte della chiacchierata chiedendogli se senta una pressione aggiuntiva legata a questo ruolo. Queste le sue parole: "Sì, insomma, è una grande responsabilità. Mi fa bene. Amo il mio Paese, sono orgoglioso di essere francese. È bello anche rappresentare Peugeot. Quindi, per me, è una bella responsabilità".
"Ovviamente c’è sempre un po’ di stress, ma è uno stress positivo, mi piace. Mi piace l’adrenalina di correre per il mio Paese e di rappresentare la gente. Quindi sì, mi piacerebbe tantissimo vincere adesso, sai. È da molto tempo che non vinco nulla. Sono felice di essere un pilota professionista, ma sarei molto più felice se vincessi delle gare, portando così la bandiera sul gradino più alto del podio".
Si ringraziano Theo Pourchaire e la Peugeot per la cordialità e la disponibilità mostrate nell'intervista. La riproduzione parziale di questo contenuto esclusivo è possibile previa citazione dell'autore (Giuseppe Cianci) e della fonte Formula1.it con il link al contenuto originale.
Foto copertina x.com