Il contrappeso politico indispensabile per la Formula 1
Secondo alcune indiscrezioni l’ex CEO e team Principal di Red Bull sarebbe stato invitato dalla Formula 1 e dalla FIA come ospite al Gran Premio di Gran Bretagna. Perchè la Formula 1 ha bisogno di Horner.

03/07/2026 12:45:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Il principio dei pesi e contrappesi, in ingegneria, serve a bilanciare le forze per far funzionare un meccanismo e mantenerlo in equilibrio. La Formula 1, oltre a essere uno sport globale, è un business in cui la politica è capace di indirizzare il risultato sportivo.

Toto Wolff è indiscutibilmente uno tra i manager più abili della “nobile arte”, avendo dimostrato a più riprese la capacità di far prevalere le posizioni del suo team. È evidente che l’abilità nel sapersi destreggiare nei tavoli che contano non è condizione sufficiente per poter ambire al successo.

Mercedes ha vissuto diverse stagioni difficili, in particolar modo nell’era delle wing car. Ciononostante, anche durante il passaggio a vuoto tra il 2022 e il 2025, il dirigente austriaco è stato capace di imporre le sue istanze. Basti pensare alla ridicola direttiva TD038 anti porpoising, introdotta quando sulla W13 “B” il problema del pompaggio era stato ampiamente risolto.

Il vero obiettivo di quella direttiva era stroncare il punto di forza della Ferrari F1-75, ovvero il Flexi-Floor. Più recentemente, la difesa a spada tratta delle Power Unit di seconda generazione, dall’architettura assai discutibile, così come la gestione delle illazioni in merito al rapporto di compressione dell’unità endotermica della Stella a tre punte, rappresentano l’ennesima dimostrazione dello status di Wolff all’interno del paddock.

Ad amplificare la sensazione di strapotere di Toto è lo scarso potere politico dei suoi colleghi nei tavoli che contano. È necessario ricordare che Wolff è azionista del team AMG Mercedes, a differenza della maggior parte degli altri team principal. In un’organizzazione in cui la politica è importante quanto la tecnica, il contrappeso di Toto Wolff non c’è.

Per oltre un decennio la nemesi di Toto è stata Christian Horner. Secondo alcune indiscrezioni, l’ex CEO e team principal di Red Bull sarebbe stato invitato dalla Formula 1 e dalla FIA come ospite al Gran Premio di Gran Bretagna di questo fine settimana, con la benedizione dei presidenti della Formula 1 e della FIA, Stefano Domenicali e Mohamed bin Sulayem, che hanno sempre mantenuto ottimi rapporti con il manager inglese.

Una delle condizioni che Horner avrebbe posto per il suo ritorno nella massima categoria del motorsport è quella di diventare comproprietario di una scuderia, pretesa che ha alimentato voci di ingresso in Alpine. È inoltre stato avvistato anche a una festa della BYD, la casa automobilistica cinese che sta valutando la possibilità di entrare in Formula 1.

L’attuale corpo normativo fissa in 12 il numero massimo di team che possono iscriversi al campionato. Il ritorno dello spice boy sarebbe una buona notizia per tutto il movimento: il contrappeso indispensabile per capacità professionale e abilità politica.

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