Sebbene la presente rivoluzione regolamentare sia stata presentata come il passo che avrebbe ridefinito la Formula 1 per il 2026 e per il futuro, è ormai chiaro che gran parte di ciò che si era auspicato non è divenuto realtà.
La Federazione e i costruttori hanno già rinnegato la ripartizione paritaria tra potenza elettrica e termica per tornare, già dalla prossima stagione, a una meno utopica preponderanza della potenza fornita dal motore a combustione interna.
Nel frattempo, la Massima Serie sta già pensando a come rivoluzionarsi al termine di questo ciclo regolamentare con il desiderio di riabbracciare, sul fronte motoristico, qualcosa del suo glorioso passato già dal 2031.
Come recentemente riportato da The Race, il presidente della FIA Ben Sulayem si è aperto ai media durante il fine settimana del Gran Premio di Gran Bretagna per indicare la sua visione futura della Formula 1, toccando molteplici argomenti.

Non è ormai un mistero che il dirigente emiratino caldeggi il ritorno a propulsori V8 e che ritenga le attuali Power Unit troppo complesse, costose e prive del sound che le competizioni meriterebbero.
Il ritorno a un motore più semplice e la conseguente riduzione dei costi di ricerca e sviluppo permetterebbe, a suo parere, alla FIA di mettere a disposizione un motore indipendente ed economico acquistabile da qualunque team.
Si tratta di uno scenario non inedito, se si pensa al ruolo che in passato ebbe la Cosworth per moltissimi team indipendenti, ma le cui implicazioni sono di tipo politico e state spiegate da Sualyem con queste parole:
“Se questo propulsore selezionato dalla FIA sarà economicamente sostenibile, avremo un propulsore disponibile per tutti i team clienti e i costruttori non potranno più esercitare la loro influenza su di essi obbligandoli a votare in un certo modo. In questo modo controlleremo la neutralità, la potenza e i costi. D'altro canto McLaren ha detto che realizzerebbe questo motore, anche Alpine potrebbe farlo. Sono già due squadre che potrebbero diventare costruttori ma potrebbero arrivarne altri, forse anche più numerosi di quelli attuali.”
Sulayem ha espresso con chiarezza la sua opinione in merito al destino della parte elettrica, mantenuta in un ruolo marginale solo per compiacere l’interesse dei grandi costruttori, e in merito alla quale si è così espresso:
“Non vogliamo più vedere piloti costretti a sollevare il piede dall'acceleratore sui rettilinei. Non è ciò che vogliamo. Da questa esperienza abbiamo imparato."
Infine, il massimo rappresentante della Federazione è intervenuto sull'inevitabile conseguenza che l’abbandono della architettura turbo-ibrida avrebbe sull’aumento dei consumi che costringerebbe le attuali monoposto a dotarsi di serbatoi più capienti e a aumentare di peso, vanificando il senso di tutta l’operazione.
Proprio per questo ha aperto alla riflessione che comporterebbe un clamoroso ritorno dei rifornimenti, che furono abbandonati al termine della stagione 2019, dichiarando:
“Stiamo studiando quanta benzina avere alla partenza e quanto eventualmente rifornire durante la gara oltre agli effetti dei rifornimenti sullo spettacolo delle gare e sui budget delle squadre”.
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