Il GP del Belgio rappresenta l'evento casalingo per il vice team principal della Ferrari, Jérôme d'Ambrosio. Un appuntamento, da lui, molto sentito sia perché molto patriottico, sia anche per la sua cultura per le corse: "Sono di nazionalità belga, per cui immaginerete il mio piacere nel tornare a Spa-Francorchamps. Non è il solo motivo però, si tratta di un tracciato iconico, quindi forse sarei felice in qualunque caso. Il Belgio conta un gran numero di appassionati Ferrari e la Scuderia vanta una delle sue imprese più storiche, come la doppietta al debutto nella 24h di Spa nel 1932".
Una volta conclusi i preamboli con gli aspetti più emotivi dell'intervista, al vice team principal della Ferrari è stato chiesto di parlare della trasformazione della squadra e di come sono stati vissute le due vittorie stagionali in quel di Maranello: "In fabbrica sono tutti molto concentrati. I succesi di Barcellona e Silverstone sono la prova dei progressi fatti da tutta la squadra. Riuscire a mantenere un buon ritmo di sviluppo darà determinante nel 2026. I tecnici e i piloti stanno lavorando duramente per continuare a migliorare il pacchetto. L'importante è restare con i piedi per terra".
Venendo da due successi nelle ultime tre gare, per la Ferrari è assolutamente indispensabile non far viaggiare troppo la mente e ragionare di gara in gara, come ha anche affermato il team principal Frédéric Vasseur nell'anteprima pubblicata quest'oggi (leggi qui).

Entrambi comunque rassicurano sul fatto che nessuno in squadra sta prendendo la situazione alla leggera. Il vice team principal, ci racconta un team assolutamente determinato a cogliere tutte le opportunità che gli si presenteranno e per farlo dovrà cercare di non perdere mai di vista il punto focale della stagione.
"Ogni gara potà raccontare una storia diversa", ha proseguito d'Ambrosio. "Gli avversari sono forti. La mentalità con cui affronteremo ogni GP e ogni sessione non cambierà. Vogliamo ottenere il massimo dal pacchetto che abbiamo. Anche i più piccoli dettagli potranno fare una grande differenza. Dovremmo continuare a spingere cercando un'equilibrio tra massimizzare il potenziale della vettura in pista e sviluppare l'auto a Maranello".
Foto: Ferrari