Da molti anni, i simulatori sono diventati sempre più centrali per le squadre di Formula 1 e per lo sviluppo delle vetture. È attraverso questi strumenti che vengono validati e testati gli aggiornamenti dopo lo studio al CFD e in galleria del vento. Un test preliminare, insomma, prima del debutto in pista, valido però solo con un'ottimale correlazione dei dati, grazie alla quale i modelli costruiti in fabbrica devono combaciare con ciò che accade in pista.
In caso contrario, tutto il lavoro perde valore. E questo strumento, di fatto, si sta rivelando importante anche quest’anno, con regole profondamente cambiate. Partendo però da un foglio bianco, in questo 2026 i team stanno affinando i modelli gara dopo gara. Un processo, di fatto, ancora più complesso per chi, a tutto ciò, deve affiancare un vero e proprio lavoro di apprendimento del simulatore, come Cadillac.
La scuderia statunitense deve costruire da zero un bagaglio tecnico su cui basare lo sviluppo della vettura, e la parte più difficile è proprio creare quella correlazione che gli altri team hanno già consolidato nel tempo. A questo lavoro i piloti titolari non possono però partecipare attivamente, essendo impegnati per molti weekend sui campi di gara: un fattore che limita il loro contributo alla valutazione delle novità più rilevanti e all’affinamento del setup prima del fine settimana.
Per questo ogni scuderia si affida a piloti di riserva e di sviluppo, sui quali ricade la maggior parte del lavoro al simulatore, molti dei quali impegnati nel WEC o in Formula E. Nel caso di Cadillac il quadro è ancora più complesso, perché il simulatore si trova negli Stati Uniti. Il che rende la logistica ancora più complicata da gestire: motivo per cui la squadra ha messo insieme un’ampia schiera di piloti di riserva, composta da Zhou Guanyu, Colton Herta, Pietro Fittipaldi, Simon Pagenaud e Charlie Eastwood.
Ma oltre a questi piloti, impegnati in altre categorie, la scuderia ha guardato anche ad altre opportunità per affinare i propri modelli, garantendo una certa continuità al lavoro al simulatore. Una ricerca che ha portato a individuare Aiden Price, pilota statunitense di 16 anni che, nella prima parte della settimana, supporta GM nella crescita del simulatore per diverse categorie, compresa la Formula 1, affiancando i piloti che si occupano dello sviluppo della monoposto e svolgendo un importante lavoro preparatorio.
Il giovane statunitense aiuta gli ingegneri nella costruzione e nel confronto dei modelli, girando con tempi non lontani da quelli dei piloti di riferimento e contribuendo allo sviluppo delle componenti software che permettono di rendere un simulatore il più vicino possibile alla realtà.
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