Giro perfetto di Antonelli, strani problemi per Russell
18/07/2026 22:30:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Il sabato belga ha incoronato Kimi Antonelli come il più giovane poleman nella storia del circuito, ma la Mercedes ha un "problema" da affrontare. Da una parte c'è uno straordinario Antonelli, autore di una pole position costruita con autorità e maturità su uno dei circuiti più impegnativi del mondiale. Dall'altra c'è un George Russell, sempre più preoccupato per un problema che continua a limitare le sue prestazioni e che il team non è ancora riuscito a identificare con precisione.

Antonelli domina e conquista una pole da campione

Dopo qualche difficoltà nelle sessioni di prove libere, in cui il vantaggio sugli inseguitori sembrava essersi progressivamente assottigliato, Antonelli ha tirato fuori il meglio proprio nel momento decisivo. La Q3 del giovane italiano è stata praticamente perfetta: giro dopo giro ha trovato sempre più fiducia, sfruttando il miglioramento della pista fino a rifilare un distacco importante agli avversari.

Lo stesso pilota Mercedes ha spiegato come la sessione non sia stata affatto semplice.

"È fantastico essere in pole. Non è stata una sessione molto semplice, la pista è cambiata molto. Ma siamo riusciti a migliorare giro dopo giro e a conquistare la pole."

L'ultimo tentativo è stato quello decisivo, soprattutto grazie ai progressi nel secondo settore.

"Ho migliorato molto soprattutto nel settore due. È stato un bel giro, anche se sento che c'era ancora un po' di margine."

Nonostante la soddisfazione, Antonelli mantiene i piedi per terra. La pole a Spa rappresenta un vantaggio relativo, considerando il lunghissimo tratto in pieno che conduce fino a Les Combes.

"Domani è un altro giorno. Ho Max accanto a me e sarà importante partire bene ed essere davanti alla Curva 5."

Wolff: "Alla fine è stato dominante"

Anche Toto Wolff ha sottolineato come la pole non sia arrivata senza difficoltà. Nel primo tentativo della Q3, infatti, il surriscaldamento degli pneumatici aveva fatto temere un epilogo diverso.

"Il primo giro non è stato affatto entusiasmante, soprattutto per il surriscaldamento delle gomme. Poi, poco alla volta, Kimi è tornato davanti, la temperatura della pista è scesa e alla fine è stato dominante."

Commentando la differenza di prestazioni tra i suoi due piloti, il team principal della Mercedes è sicuro che sia determinata da dettagli minimi. Con le monoposto 2026, la gestione dell'energia e degli pneumatici è diventata estremamente delicata e basta pochissimo per fare la differenza.

"Le vetture sono davvero al limite da guidare. Chi riesce a gestire meglio l'energia e gli pneumatici finisce davanti."

Russell: "È come correre con una mano legata"

Se Antonelli sorride, il clima dall'altra parte del box è completamente diverso. Russell ha infatti ammesso che la sua Mercedes continua a perdere moltissimo tempo nei rettilinei rispetto alla vettura gemella, un problema che si trascina ormai da diversi appuntamenti e che resta senza una spiegazione.

Inizialmente il britannico era convinto che il divario dipendesse esclusivamente dal proprio stile di guida e dalla gestione dell'energia. Per questo motivo ha modificato il proprio approccio durante il weekend belga, senza però ottenere alcun miglioramento.

"Pensavamo fosse lo stile di guida. Abbiamo cambiato tutto e ora abbiamo concluso che non è quello."

I numeri raccontati da Russell sono significativi.

"In Q3 perdevo quattro decimi solo nei rettilinei. In questo weekend ho visto distacchi tra due e cinque decimi praticamente a ogni giro. In FP2 erano addirittura sette decimi."

Il pilota inglese ha spiegato che il problema era già comparso in Austria e che ogni volta il team pensa di aver individuato la causa, salvo poi scoprire che non è quella corretta.

"Continuiamo a pensare di aver trovato la soluzione, cambiamo qualcosa e scopriamo che non era quello il problema. Il team sta lavorando durissimo per capirlo."

Russell non cerca alibi e riconosce il grande momento del compagno di squadra, ma ammette anche quanto sia complicato affrontare un confronto diretto in queste condizioni.

"Kimi sta facendo un lavoro incredibile. Batterlo è già difficile normalmente, ma in questo momento è come combattere con una mano legata dietro la schiena."

Nonostante tutto, il britannico non rinuncia a guardare con fiducia alla gara.

"A Silverstone avevamo lo stesso problema e siamo riusciti comunque a salire sul podio. Domani proverò a convivere con questo limite, sperando in un grande risultato e soprattutto di trovare finalmente la soluzione già dalla prossima settimana."

 

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