La Ferrari lascia il Belgio autrice di un buon secondo e quarto posto. Guardando a come era iniziato il weekend, escludendo i risultati delle FP1, ne esce con un grandissimo carico di ottimismo. Il layout di Spa-Francorchamps non si sposava affatto bene con la power unit del Cavallino, ma in qualche modo la Ferrari è riuscita ad ottimizzare il pacchetto riuscendo a battere tutti oggi: Mercedes, Red Bull e McLaren.
La casa di Maranello, sfruttando il ritiro di George Russell (a seguito di un contatto al primo giro con Hamilton, per cui Lewis è stato penalizzato 5’’), anche se non ha effettivamente vinto, ha infatti ottenuto il punteggio più alto sul circuito delle Ardenne. Purtroppo, però non è tutto oro quello che riluce. Ne parleremo in seguito nel corso di questo articolo.
Ora, prima di iniziare la nostra disamina andiamo ad ascoltare quanto affermato dal direttore motorsport Pirelli, Dario Marrafuschi, al termine della gara: “Tutte le mescole nominate per il GP del Belgio sono entrate a far parte delle strategie come da previsione e soprattutto rientrando negli scenari ipotizzati nella giornata di ieri. Essendo caduta qualche goccia di pioggia, la temperatura è stata più bassa e il degrado è stato dunque inferiore ai giorni scorsi. Questo ha aiutato i team a compiere degli stint più lunghi”.
“Solamente la Ferrari ha provato a fare qualcosa di diverso prolungando il primo stint su Medium C3. Probabilmente in attesa di una neutralizzazione che è effettivamente arrivata. Entrambi i piloti hanno così potuto montare le Hard risparmiando tempo ai box. Gli unici a montare le Soft ad inizio gara sono stati Bottas e Sainz. Una scelta che a nostro avviso avrebbe potuto dare beneficio alle vetture presenti nella seconda metà dello schieramento. La gara, dunque, nonostante la Safety Car e la Virtual Safety Car è risultata dunque piuttosto lineare”, ha concluso il manager italiano.

La tattica che merita sicuramente di essere valorizzata è quella adottata da Hadjar (Red Bull). Isack, scattato dal fondo, utilizza la Safety Car chiamata in causa dall’uscita di Russell al primo giro, per montare gomme Medie e ri-montare un secondo set di Hard mettendosi nella condizione ipotetica che gli avrebbe permesso di concludere la gara senza effettuare più alcun pit stop.
Successivamente, nel momento in cui esce la VSC al 20° giro, ritrovandosi 7° decide di effettuare un’altra sosta per montare le Hard che aveva usato al via. Questo gli ha permesso di rimettersi in pari con i rivali. Isack rientra in pista restando in P7. Posizione che migliorerà con la P6 finale superando Norris, l’unico pilota che decide di non sfruttare la VSC (essendo partito su Hard) ritardando la sosta per montare Medie nel finale.
Gli altri effettuano invece delle scelte abbastanza standard andando ad usare solamente C3 e C2. Gli unici che differiscono sono Sainz che va su Soft-Hard, Bottas su due soste Soft-Hard-Soft. Bearman e Ocon su Medium-Hard-Hard, infine Alonso su Hard-Soft-Hard. Ritirati Stroll, Perez e Russell.

Ci aspettavamo un utilizzo maggiore della Soft, ma forse, a causa delle temperature più basse, i top team hanno preferito adottare le Medie e le Hard per non incorrere in possibili problemi dettati da scenari che di cui potevano non avere il controllo. Bisogna tener conto che aveva anche piovuto e i team potrebbero aver voluto scongiurare ogni pericolo. Nonostante questo, abbiamo visto anche le Soft protagoniste delle strategie di gara. Unica nota, non come ci saremmo attesi noi.
Forse la Ferrari, cercando di allungare il primo stint su Medie stava provando a superare la metà di gara per montare le Soft negli ultimi giri, ma probabilmente, questo non lo scopriremo mai. La VSC appiattisce tutte le strategie. Alcuni piloti, come Antonelli e Russell avevano da poco effettuato la sosta e a quel punto, per Leclerc e Hamilton è stato logico rientrare per montare le Hard e andare fino alla bandiera a scacchi.
Se Leclerc e Hamilton hanno entrambi mostrato un buon ritmo nell’ultimo stint su Hard non è stato altrettanto buono quello effettuato su gomme Medie. O meglio, è stato buono a fasi alterne. La Ferrari ha sofferto molto nei primissimi giri, tant’è che Leclerc ha perso la seconda posizione su Verstappen. Posizione che si era guadagnato in partenza. Con l’aumentare dei giri però, il ritmo della SF-26 è rimasto costante, mentre quello di Mercedes e Red Bull è salito fino ai valori delle Ferrari. Luci e ombre dunque sulla mescola che i piloti si trovano ad utilizzare in tutte le tappe del mondiale.

La situazione migliora su Hard C2. Il ritmo di Leclerc, soprattutto potendo contare sul fatto di avere pista libera, è stato secondo solo ad Antonelli (terzo se consideriamo Norris che però effettua il secondo stint su Medie C3 e con una mescola più fresca rispetto agli altri). Tutto considerato la Ferrari a Spa ha mostrato quasi lo stesso ritmo avuto a Silverstone e questo è sicuramente positivo. Purtroppo, la situazione, a livello di gestione gomme, non è limpidissima come nel caso della Mercedes, ma quantomeno, la strada intrapresa, sembra essere quella giusta.
Leclerc ottiene il secondo posto e Hamilton conserva il quarto. Dopo aver scontato 5’’ di penalità per il contatto con Russell all’inizio della gara, Lewis è stato graziato dai commissari per l’unsafe release in occasione del pit stop. Nella circostanza a ricevere una multa è stata la Ferrari (leggi qui).
Foto: X, Ferrari; foto interne: Pirelli