La Racing Bulls, erede della storica Minardi di Faenza, rappresenta una delle storie più belle della Formula 1 moderna. Nata dalla realtà che per decenni ha operato con risorse limitate, la squadra ha saputo trasformarsi in una struttura estremamente competitiva, capace di confrontarsi con costanza con avversari dotati di budget ben superiori. I risultati ottenuti negli ultimi anni, culminati nell'ulteriore salto di qualità mostrato nel 2026, hanno fatto crescere sensibilmente anche il valore economico del team, ormai considerato uno degli asset più ambiti del paddock.
La conferma arriva da un clamoroso retroscena rivelato dal The Times. Secondo il quotidiano britannico, Red Bull avrebbe respinto un'offerta sostenuta da fondi di Abu Dhabi per l'acquisto della sua seconda squadra di Formula 1, una proposta che avrebbe raggiunto un valore vicino ai 3 miliardi di dollari. Una cifra impressionante che testimonia quanto le valutazioni dei team di F1 siano cresciute negli ultimi anni e quanto la scuderia di Faenza può essere considerata un asset strategico per il gruppo austriaco.
Secondo quanto riportato dal The Times, l'iniziativa sarebbe stata guidata da Dean Attew, investitore statunitense ed ex collaboratore di Bernie Ecclestone, insieme al finanziere Andrew Herriot. L'operazione sarebbe stata sostenuta economicamente da diversi fondi con sede ad Abu Dhabi.
Red Bull avrebbe però respinto immediatamente l'offerta, confermando la volontà di mantenere il controllo della squadra italiana (ormai italo-inglese). Non si tratterebbe nemmeno del primo tentativo: sempre secondo il quotidiano britannico, negli ultimi dodici mesi sarebbero già arrivate altre proposte superiori ai 2 miliardi di dollari, anch'esse rifiutate.
La crescita del valore della squadra riflette quella dell'intera Formula 1. L'introduzione del budget cap, i ricavi sempre più elevati derivanti da sponsor e diritti televisivi e il boom di popolarità della categoria hanno trasformato i team in investimenti estremamente redditizi.
Racing Bulls, con sede principale a Faenza e centro tecnico a Milton Keynes, rappresenta inoltre un elemento fondamentale nella struttura Red Bull. La squadra non è soltanto un vivaio per i giovani piloti, ma costituisce anche una piattaforma ideale per sviluppare componenti, tecnologie e personale tecnico in stretta collaborazione con il team principale.
Secondo le stime citate dal The Times, oggi il team Red Bull Racing avrebbe un valore superiore ai 4,3 miliardi di dollari, mentre Ferrari resterebbe la squadra più preziosa del campionato con una valutazione compresa tra 6,4 e 7,3 miliardi.
Il rifiuto dell'offerta arriva mentre continua il dibattito sulla presenza di due squadre appartenenti allo stesso gruppo in Formula 1. Una situazione che da tempo suscita perplessità tra diversi protagonisti del paddock.
Tra i critici più convinti c'è il CEO della McLaren, Zak Brown, che nei mesi scorsi aveva sostenuto come questo modello possa rappresentare un rischio per l'integrità sportiva del campionato. Anche il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, pur riconoscendo la complessità della questione, aveva dichiarato al The Times di ritenere personalmente che possedere due team non sia la soluzione ideale.
Per Red Bull, tuttavia, Racing Bulls continua ad avere un valore che va ben oltre quello economico. Il netto rifiuto di un'offerta da quasi 3 miliardi di dollari dimostra quanto la squadra di Faenza venga considerata un tassello imprescindibile della strategia sportiva e tecnica del gruppo, almeno per il prossimo futuro.