Codice Rosso: Ferrari ha i numeri per sognare ma serve cinismo
Ferrari può guardare con ottimismo la seconda parte della stagione. I titoli iridati non sono un miraggio se si massimizzerà il risultato anteponendo il bene del team dinanzi ad eventuali personalismi.

21/07/2026 10:20:00 Tempo di lettura: 6 minuti

La tappa nell’università della F1 di Spa Froncorchamps ha mostrato che la Ferrari SF-26 può giocarsela anche nei tracciati in cui essa stessa credeva di essere spacciata. Dopo la vittoria di Charles Leclerc a Silverstone, il secondo posto del monegasco a un tiro di schioppo da Kimi Antonelli conferma le qualità del progetto tecnico del Cavallino Rampante. Nonostante le frecce d’argento abbiano vinto otto delle dieci gare sinora disputate, il mondiale è molto più aperto di quanto si possa credere. A valle del decimo round della stagione il gap del primo pilota Ferrari rispetto al leader del campionato è di 45 punti, secondo miglior score dal 2019. Solo Charles Leclerc aveva una distacco minore dalla vetta nel 2022 in quella che sembrava essere la stagione del riscatto per il team di Maranello. La F1-75 fu mutilata nei suoi punti di forza dalla direttiva tecnica TD038 che limitò il “flexi floor” al punto da convincere il team italiano a congelarne lo sviluppo prima della pausa estiva. Il progetto 678, invece, sembra avere ampi margini di miglioramento.Codice Rosso: Ferrari ha i numeri per sognare ma serve cinismoPer quanto riguarda la classifica costruttori, la stagione 2026 è la seconda migliore a partire dal 2019 per distacco dalla vetta e il migliore assoluto per punti conquistati. Se quest’anno c’è da rammaricarsi per alcune gare sottotono di Charles, quattro anni fa la rossa accusò grandi problemi di affidabilità alla Power Unit  066/7 e il difficile adattamento di Sainz nelle prime gare della stagione alle nuove wing car.Codice Rosso: Ferrari ha i numeri per sognare ma serve cinismo

Gli assi nella manica della storica scuderia modenese

La scuderia italiana può guardare con rinnovato ottimismo la seconda parte della stagione. Grazie alla disciplina dell’ADUO potrà omologare una seconda specifica evolutiva della Power Unit 067/6 nel perimetro delle componenti sviluppabili. Dal punto di vista aeromeccanico, poter operare su una monoposto bilanciata e duttile, rappresenta un punto di consistenza su cui poter applicare i prossimi sviluppi evolutivi per estrarre ulteriore performance.  La prima parte di questa stagione è rivelatrice in tal senso. Gli aggiornamenti apportati alla SF-26 hanno conferito performance grazie alla quale la rossa è riuscita a mantenere le distanze su McLaren e Red Bull e tenere egregiamente il passo con le frecce d’argento. Una tendenza che si evince dalla analisi del passo gara rispetto a Mercedes prendendo in esame la media dei migliori 30 giri del miglior pilota del Cavallino Rampante sotto la bandiera a scacchi rispetto alla media dei migliori 30 giri monoposto vincente.  

Codice Rosso: Ferrari ha i numeri per sognare ma serve cinismo

L’affidabilità complessiva del mezzo è eccelsa e questo sarà un fattore molto importante nella seconda parte della stagione. Ad esempio Kimi Antonelli con ogni probabilità dovrà omologare una quinta unità di potenza in quanto la PU numero tre è danneggiata al punto tale da non poter rientrare nelle rotazioni che tipicamente le scuderie mettono in atto attingendo dal pool di motori omologati. La bontà della SF-26 è testimoniata anche dal buon feeling trovato quasi subito da Lewis Hamilton e quello finalmente acquisito da Charles Leclerc. Due piloti dallo stile di guida diverso che, grazie alla sensibilità alle regolazioni del mezzo, riescono ad adattarla ai rispettivi stili di guida. 

Sfruttare la crisi di Russell e la superiorità rispetto a McLaren e Red Bull

 

I due alfieri del Cavallino Rampante dovranno essere il valore aggiunto rispetto alla coppia di piloti Mercedes. George Rusell, al netto della sofferta vittoria in Austria sta vivendo il suo peggior momento da quando corre per la stella a tre punte. La pressione dettata dagli strabilianti risultati di Kimi Antonelli giustifica solo in parte il calvario patito dal driver inglese. Se questo passaggio a vuoto dovesse perdurare, la storica scuderia modenese avrebbe un’occasione unica a portata di mano. Quella di poter lottare strategicamente potendo contare su entrambi i piloti, a patto che McLaren e Red Bull non si inseriscano nella lotta per le posizioni di vertice in alcuni round. Il diktat della scuderia italiana dovrà essere sempre quello di massimizzare il risultato complessivo al netto dei personalismi dei suoi alfieri. Questo significa avere un muretto in grado di impartire ordini dolorosi ma necessari per conseguire il massimo risultato. Un codice rosso a cui Hamilton e Leclerc dovranno sottostare nel superiore interesse della Scuderia. Devono essere bandite inutili lotte interne, come quella che li ha visti protagonisti al Red Bull Ring in ragione della differente strategia di gara. Il tutto consentendo la libertà di poter correre sensi danneggiarsi reciprocamente. Realisticamente il team di Maranello ha molte più chance di lottare per il titolo costruttori rispetto a quello piloti, se l’attuale inerzia dovesse confermarsi nelle prossime gare. Pari opportunità ai piloti a patto che sia funzionali al miglior risultato possibile della Scuderia Ferrari. Siamo certi che Enzo Ferrari non avrebbe avuto alcun dubbio in tal senso. 

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