GP Ungheria - Le caratteristiche del tracciato e le mescole scelte
21/07/2026 16:00:00 Tempo di lettura: 4 minuti

L’evento all’Hungaroring che si disputerà questo fine settimana chiuderà la prima parte della stagione prima della pausa estiva. Negli ultimi due anni, il circuito è stato sottoposto a un programma di ristrutturazione completo, che ha interessato il paddock, le aree hospitality, nonché la pista e le tribune. In vista del Gran Premio d’Ungheria 2026, le curve 1 e 12 sono state rifatte, a seguito dei lavori dello scorso anno sulla corsia dei box e sulla griglia di partenza.

Il circuito misura 4,381 chilometri e presenta 14 curve. Viene spesso paragonato a una pista da kart a causa della sua breve lunghezza e del tracciato tortuoso. C’è un solo vero rettilineo, che coincide con il traguardo e rappresenta una delle poche opportunità di sorpasso. Per il resto, i piloti devono affrontare numerose curve, alcune delle quali a 180°, che vengono percorse 70 volte nel corso della gara. Per questo motivo, le configurazioni delle vetture sono solitamente molto simili a quelle utilizzate a Monaco.

Proprio come nel Principato, anche a Budapest verranno utilizzate le tre mescole più morbide della gamma. C3, C4 e C5 sono la scelta ideale per un tracciato lento in cui la trazione e la stabilità in frenata sono fondamentali per affrontare i cambi di direzione. Il manto stradale presenta una rugosità marcata a causa dell’età dei tratti non rinnovati, e i livelli di aderenza sono tra i più bassi della stagione, con una significativa evoluzione della pista nel corso del weekend.

Le temperature in pista all’Hungaroring sono in genere le più elevate registrate durante tutta la stagione. Il degrado termico è quindi uno dei principali fattori che influenzano le prestazioni degli pneumatici, in particolare sull’asse posteriore a causa della prevalenza delle fasi di trazione. Sulle mescole più morbide potrebbe inoltre verificarsi il fenomeno del graining.

GP Ungheria - Le caratteristiche del tracciato e le mescole scelte

Si prevede inoltre che il degrado degli pneumatici ridurrà il divario tra le strategie a una sosta e quelle a due soste in termini di tempo complessivo di gara. La scelta tra le due opzioni sarà influenzata anche da considerazioni relative alla posizione in pista, su un circuito in cui i sorpassi possono rivelarsi difficili. A causa delle temperature molto elevate, i team tenderanno probabilmente a privilegiare le due mescole più dure.

Dopo il Gran Premio d’Ungheria, la Pirelli ha inoltre reso noto che rimarrà a Budapest con Aston Martin, Audi e Alpine per due giorni di test che si svolgeranno martedì e mercoledì, al fine di sviluppare gli pneumatici per la prossima stagione.

Lo scorso anno

Tutte e tre le mescole hanno avuto un ruolo nella gara dello scorso anno. La maggior parte dei piloti ha scelto di partire con le Medium, mentre tre si sono schierati con le Soft e due con le Hard. Metà della griglia ha completato la gara con una sola sosta, mentre i restanti piloti classificati hanno effettuato due pit stop prima della bandiera a scacchi. Il ridotto degrado termico, favorito dalle temperature più fresche, ha contribuito a rendere la strategia a una sola sosta competitiva quanto quella a due, che sulla carta era più veloce.

 

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