La gara svoltasi nel corso della scorsa settimana all'Hungaroring ha rappresentato, non solo il giro di boa della stagione in corso, ma anche un primo momento di riflessione sul cambiamento regolamentare che ha coinvolto la Formula 1 all’inizio di questa annata.
L'avvento di una nuova era turbo-ibrida, caratterizzata per la prima volta da una ripartizione paritaria della potenza tra elettrica e meccanica, rappresentava un salto nell'ignoto non indifferente per i tecnici, gli addetti ai lavori e soprattutto pe i tifosi.
Lo shock iniziale è stato causato soprattutto dal differente approccio alla guida, dalla presenza del superclipping e dalla tendenza ad alzare il piede in qualifica per massimizzare il tempo sul giro.
Per alcuni si è trattato di elementi troppo alieni al mondo della Formula 1.

Non è stato così, invece, per Anthony Davidson ex pilota di Formula 1 e attualmente impegnato in un ruolo di collaudatore al simulatore per il team Mercedes.
In una recente puntata del podcast "Nu Silver Arrows" prodotto dallo stesso team anglo-tedesco, al pilota britannico è stato chiesto da Simone Resta (vicedirettore tecnico del team di Brackley) un parere su cosa ha singnificato, da pilota, adattarsi al nuovo regolamento in vigore.
Davidson, senza alcuna esitazione, ha aperto la propria risposta partendo dalle esperienze fatte oltre il mondo della Massima Formula e dichiarando:
"Per mia fortuna ho guidato vetture ibride nelle competizioni molto prima che la Formula 1 adottasse questa tecnologia.
Con una ripartizione della potenza quasi al 50% tra motore termico ed elettrico, mi sono ritrovato in un ambiente molto simile a quello che avevo già vissuto nelle gare endurance.
Tutta questa gestione del superclipping, cioè l'utilizzo del motore elettrico fino alla fine del rettilineo e il successivo recupero di energia da parte del motore endotermico, era qualcosa che conoscevo già perfettamente.
Quando, a gennaio, sono arrivati i piloti titolari, dopo tutto il lavoro che avevo svolto al simulatore verso la fine dello scorso anno, è stato davvero interessante accompagnarli nella comprensione dell'importanza molto maggiore che quest'anno riveste la gestione della potenza elettrica.
Credo che molti tifosi facciano fatica a comprenderlo e leggo spesso commenti secondo cui sarebbe l'intelligenza artificiale a controllare ciò che accade sotto il piede destro del pilota, ma non è così."
A questa osservazione, il tecnico italiano ha replicato ammettendo una componente software molto più importante nel modo in cui va gestita la power unit in relazione alla complessità delle regole relative alla gestione dell'energia, ma ha anche sottolineato la sua positiva visione dello spettacolo in pista con queste parole:
"Le gare sono molto vive e con numerosi sorpassi. Esiste un'importante componente strategica nella gestione dell'energia, un modo di correre molto tattico che, personalmente, trovo estremamente interessante. Credo che queste regole abbiano aggiunto una nuova dimensione allo spettacolo ed esiste ampio margine affinché il pilota possa realmente fare la differenza durante la gara."
Bradley Lord, vice Team Principal del team Mercedes e anch'egli presente nel podcast, ha ricordato i compromessi necessari per la qualifica e i correttivi già messi in atto per le stagioni 2027 e 2028, affermazione a cui Davidson ha fatto eco dichiarando:
"Sono soprattutto i circuiti molto dipendenti dall'energia elettrica, a rappresentare il vero tallone d'Achille di questo regolamento. È un problema che infatti verrà corretto ma guardando a Spa o Budapest, queste regole hanno permesso un sorpasso per la leadership della gara e alla fine ha sempre vinto la vettura più veloce.
A Budapest abbiamo visto il sorpasso di Verstappen su Hamilton alla prima curva, un classico sorpasso alla Max Verstappen che appresenta esattamente la Formula 1 nella sua espressione migliore."
Foto copertina media.mercedesamgf1.com
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