Andrea Kimi Antonelli sta avendo una stagione da urlo. Anche se sulla carta, all’inizio non era assolutamente dato come favorito, l’italiano non ha mai sofferto, neanche per un secondo il confronto con il compagno di squadra, George Russell. In Australia ottiene il primo podio stagionale concludendo secondo alle spalle del britannico, ma poi acquisisce un ritmo a dir poco sorprendente.
Kimi inanella una striscia di cinque vittorie consecutive stabilendo il record assoluto per il maggior numero di gare vinte dopo aver messo a segno la prima in carriera. Una serie di trionfi che termina in Spagna a causa di un problema emerso sulla sua vettura e che di conseguenza spiana la strada alla vittoria di Lewis Hamilton (la prima per lui con la Ferrari).
Il 2026 si sta rivelando una stagione da record per l’italiano, ma Kimi non deve essere soddisfatto solamente per i primi posti conquistati. Certo, terminare primo fa ottenere tantissimi punti e permette anche di incrementare il distacco sugli inseguitori, ma i mondiali non si vincono solo mediante i successi. Per diventare campione del mondo si deve essere capaci di ottenere dei buoni risultati anche nei momenti difficili.

Cosa che Antonelli sta dimostrando di saper fare, perché guardando a quanto ottenuto finora (anche al terzo posto conquistato ieri in Ungheria), l’italiano non ha sbagliato davvero un colpo. Tolti i due ritiri a Barcellona e a Silverstone, ogni volta che Kimi ha visto la bandiera a scacchi, è sempre riuscito a salire sul podio. Fatto non da poco, soprattutto se teniamo conto che parliamo di un pilota di 19 anni e alla sua sola seconda stagione di F1 in carriera.
Con dei risultati di questo livello non sorprende dunque il fatto che sia primo nel mondiale con un vantaggio di 50 lunghezze su Lewis Hamilton (Ferrari), ma soprattutto di 59 sul compagno di squadra. A differenza di Antonelli, George Russell è riuscito ad andare a podio soltanto in cinque occasioni su undici (3 ritiri in totale, uno in più rispetto a Kimi), mostrando un quadro competitivo, molto distante da quello che ci si attendeva da lui ad inizio anno.
Foto: Luca Martini / WHYOUT Media