Forse per la prima volta quest'anno, la Ferrari si è presentata in un weekend di gara come favorita. Le caratteristiche dell'Hungaroring, infatti, si sposavano bene con i punti di forza della SF-26, e anche i risultati del venerdì incoraggiavano questa prospettiva positiva. La classifica finale, però, vede una Rossa afflitta, che ha chiuso solo in quarta e quinta posizione a seguito di errori di strategia, ma anche di una guida non perfetta dei piloti.
Si parte dalla qualifica, quando un'incomprensione tra Hamilton e Piastri è costata la prima fila al primo, dato che i commissari gli hanno dato 3 posizioni di penalità per impeding; che sia stata una svista dell'inglese o una mancata comunicazione dal box, già questo episodio ha compromesso parte del weekend di un campione che in Ungheria è sempre andato forte. Alla partenza, invece, è stato Leclerc ad essere impreciso, scattando con un lieve pattinamento che lo ha messo fianco a fianco con l'altra Ferrari e Verstappen, ed è stato poi lui ad avere la peggio. La macchina, poi, non aveva il ritmo sperato nè con le gomme rosse nè con le gomme dure, e se a questo aggiungiamo quanto è difficile sorpassare in questa pista capiamo come si rompano le uova nel paniere.
La macchia più grande, però, è stata la sosta sotto la Virtual Safety Car per la vettura numero 44, che non solo ha perso la posizione su Verstappen e Antonelli, ma si è presa anche 5 secondi di penalità per velocità in pitlane.

Una gestione che ha sconcertato anche i commentatori di Sky. "In questa Formula 1 non puoi avere alcuna distrazione, non puoi avere penalità e devi essere sempre al massimo", ha detto Mario Miakawa a Race Anatomy. "La macchina aveva un buon passo, poteva giocarsi il podio. Durante la gara ci sono stati momenti difficili, e oggi non hanno massimizzato il pacchetto. Sarà difficile dopo la pausa, perchè si ripartirà con più cattiveria, e sento che la McLaren si unirà alla festa".
Matteo Bobbi, invece, aveva un'opinione diversa, specialmente sul potenziale della SF-26: "Nei momenti cruciali la macchina non è stata la più veloce: in qualifica era dietro alla McLaren, e anche in gara non era allo stesso passo. La Ferrari non era più veloce degli altri, con la potenza di vincere, era la seconda forza".