Cornering Speed Ferrari al top: l’ADUO 2 serve subito!
Tra i progetti più interessanti in merito alla analisi delle performance dei piloti nei segmenti di “cornering” figura quello realizzato da Cort Smith, ideatore del portale tracksims.com. Ecco cosa rivela lo studio.

06/08/2026 09:40:00 Tempo di lettura: 7 minuti
Questo articolo contiene analisi e dati tecnici. Se preferisci una lettura veloce, in fondo trovi la versione in 2 minuti.

Il mondiale di Formula 1 è arrivato al giro di boa prima dello “shutdown” di due settimane imposto dalla Federazione Internazionale. Sin dalle prime battute della stagione è apparso evidente che la Ferrari SF-26 è una monoposto performante in curva, nonostante il dominio della Mercedes W17 abbia fruttato otto vittorie in undici round.

Tra i progetti più interessanti dedicati all’analisi delle performance dei piloti nei segmenti di “cornering” figura quello realizzato da Cort Smith, ideatore del portale tracksims.com. Il presente articolo si basa sullo studio delle performance in curva di ogni pilota nella prima metà della stagione.

L’analisi dettagliata delle curve dopo 11 round

L’analisi si basa su FastF1, pacchetto Python open source progettato per accedere e analizzare i dati ufficiali della Formula 1, inclusi i tempi sul giro, la telemetria delle vetture, i risultati delle sessioni e i dati meteo. È ampiamente utilizzato da data scientist, programmatori e appassionati di motorsport per creare grafici delle performance o modelli predittivi.

Dalla presente elaborazione sono esclusi i dati relativi a:

  • Primo giro ed eventuali ripartenze con “standing start”: tornate poco indicative in termini di velocità di percorrenza delle curve.
  • Qualsiasi giro in cui la vettura è entrata in pit lane.
  • Giri percorsi interamente in regime di safety car o virtual safety car.
  • Giri con un crono superiore del 13% rispetto al miglior tempo realizzato in gara da ciascun pilota.

Le curve sono state raggruppate in tre categorie, in base alla velocità effettiva di percorrenza:

  • Lente: sotto i 115 km/h
  • Medie: 115-185 km/h
  • Veloci: 185 km/h e oltre

La velocità di riferimento è quella dell’apex (corda), ovvero la velocità più bassa registrata nel segmento analizzato. Per ogni pilota è stata elaborata la media della velocità nelle tre categorie precedentemente elencate, in ogni Gran Premio e nell’arco delle prime 11 gare della stagione. Circoscrivendo tale misurazione ai soli piloti dei top team, si evince la bontà del progetto aeromeccanico del Cavallino Rampante.

Cornering Speed Ferrari al top: l’ADUO 2 serve subito!

I piloti della storica scuderia modenese sono vicinissimi al benchmark rappresentato da Kimi Antonelli nelle curve a media e alta velocità. Nelle curve a bassa velocità, invece, a svettare è Lewis Hamilton. Per una serie di circostanze, tale attitudine del progetto tecnico di Maranello non ha fruttato successi negli appuntamenti in cui la SF-26 era indicata come potenziale monoposto da battere, ovvero nel Principato di Monaco e nel recente Gran Premio d’Ungheria. Impressionante il distacco inflitto da Mercedes e Ferrari a McLaren e Red Bull nelle curve ad alta velocità (più di 185 km/h).

L’ADUO 2 è l’unica possibilità per continuare a sperare

Dall’analisi si evince che quasi tutto il vantaggio competitivo della Mercedes rispetto alla Ferrari viene costruito nei segmenti rettilinei. Ovviamente, i team dispongono di strumenti più sofisticati e accurati, in grado di stimare il gap e le aree di miglioramento.

Per la scuderia italiana, i sogni di gloria non possono che passare attraverso la seconda omologazione consentita dalla disciplina dell’ADUO e ulteriori aggiornamenti aerodinamici, capaci di ridurre il divario con le Frecce d’Argento nei tratti in cui le W17 scavano un solco rispetto alla concorrenza, sia in qualifica sia in gara. La lotta per i titoli non è un miraggio, a patto che gli sviluppi liberino ulteriore performance assoluta, preservando i punti di forza mostrati finora dalla SF-26.

Classifica piloti e costruttori F1 aggiornata

L'articolo in 2 minuti

La prima metà del mondiale di Formula 1 ha confermato la superiorità della Mercedes, capace di vincere otto delle prime undici gare. Tuttavia, l’analisi dei dati mostra che la Ferrari SF-26 possiede qualità molto interessanti, soprattutto nella percorrenza delle curve.

Lo studio, realizzato da Cort Smith attraverso i dati del pacchetto FastF1, prende in considerazione la velocità dei piloti all’apice delle curve. Sono stati esclusi i primi giri, le ripartenze, i passaggi ai box, le tornate disputate sotto Safety Car e i giri troppo lenti rispetto al miglior tempo personale.

Le curve sono state suddivise in tre categorie: lente, sotto i 115 km/h; medie, tra 115 e 185 km/h; veloci, oltre i 185 km/h.

I risultati evidenziano che i piloti Ferrari sono molto vicini a Kimi Antonelli, considerato il riferimento, nelle curve a media e alta velocità. Nei tratti più lenti, invece, Lewis Hamilton risulta addirittura il migliore. Mercedes e Ferrari mostrano inoltre un vantaggio importante su McLaren e Red Bull nelle curve più rapide.

La SF-26, quindi, sembra disporre di un progetto aerodinamico e meccanico molto competitivo. Nonostante questo, la Ferrari non è riuscita a trasformare il proprio potenziale in vittorie nemmeno nei circuiti più favorevoli, come Monaco e Budapest.

Secondo l’analisi, gran parte del vantaggio della Mercedes viene costruito sui rettilinei. Per continuare a sperare nei titoli, la Ferrari dovrà quindi migliorare soprattutto la Power Unit attraverso l’ADUO 2 e introdurre ulteriori aggiornamenti aerodinamici.

L’obiettivo sarà aumentare la prestazione assoluta senza perdere l’efficacia in curva, che rappresenta attualmente il principale punto di forza della SF-26.

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