Red Bull, Wache ammette: «RB22 limitata. I progressi fatti non bastano»
06/08/2026 13:00:00 Tempo di lettura: 4 minuti

La stagione 2026 della Red Bull non è iniziata secondo le aspettative a Milton Keynes. La RB22, infatti, non è riuscita finora a replicare la maneggevolezza e le prestazioni della dominante vettura 2024.

Le difficoltà sembrano legate a una finestra operativa estremamente ristretta, che tende a svanire anche al minimo cambiamento delle condizioni della pista o in presenza di danni, persino lievi. Una situazione che ha messo in difficoltà sia Max Verstappen che il suo compagno di squadra Isack Hadjar, spesso protagonisti via radio di lamentele riguardanti il bilanciamento della monoposto, la gestione dei rapporti del cambio e, in alcuni casi, persino una generale sensazione di scarsa stabilità della vettura.

In Ungheria, Wache ha illustrato in dettaglio le difficoltà che la scuderia ha affrontato, e continua ad affrontare, proprio dopo una gara in cui Verstappen ha conquistato un insperato e inaspettato secondo posto.

"Penso che, come per ogni auto da corsa, si notino alcuni limiti nel modo in cui il pilota può utilizzare la vettura e nel suo carico", ha affermato. "Le caratteristiche della vettura limitano ciò che si può fare in termini di assetto e di tentativo di riequilibrare la vettura. Chiaramente, come con ogni monoposto, abbiamo alcuni limiti in termini di stabilità in ingresso curva e sottosterzo a metà curva, e cerchiamo di ovviare a questi aspetti utilizzando alcuni accorgimenti meccanici".

"Per quanto riguarda invece il problema che abbiamo avuto a inizio stagione con la vettura, chiaramente ci mancava un po’ di carico rispetto ai rivali. Abbiamo anche avuto alcuni problemi meccanici, il che significava che il pilota non percepiva bene la vettura attraverso lo sterzo, e abbiamo corretto questo problema all’inizio".

Nonostante le difficoltà, Wache ha elogiato la Red Bull per i "progressi" compiuti nel tentativo di evitare la prima stagione senza vittorie dal 2015: "Penso che l’aspetto principale sia che siamo partiti in svantaggio e, di sicuro, abbiamo fatto progressi. Credo che la squadra abbia fatto un ottimo lavoro nel progredire e arrivare dove siamo ora. Ovviamente non siamo ancora dove vorremmo essere, ma, come ha detto Adrian, si cerca di fare del proprio meglio, di capire cosa non funziona e cosa si può migliorare, e solo dopo si valuta a che punto ci si trova. La cosa più importante però è che i progressi compiuti come squadra sono stati significativi".

Le difficoltà che il team di Milton Keynes sta affrontando in questa stagione vengono da molti attribuite al limitato sviluppo portato avanti lo scorso anno. Red Bull, infatti, si è trovata a lottare per il titolo con McLaren fino all’ultimo round, dovendo così concentrare risorse e aggiornamenti sulla RB21 fino alle fasi finali del campionato.

Un fattore che potrebbe aver inciso sulla preparazione del progetto 2026, anche se Pierre Waché ha preferito non sbilanciarsi sull’argomento, mantenendo una posizione piuttosto evasiva quando gli è stato chiesto se ciò abbia avuto un impatto sulle prestazioni attuali: "È difficile dirlo", ha affermato. "Alla fine, penso che gli altri abbiano semplicemente fatto un ottimo lavoro. Di sicuro abbiamo lottato fino alla fine e, come l’altra scuderia, la McLaren, credo che siamo entrambi un po’ indietro rispetto a quanto fatto l’anno scorso".

L’ammissione di Pierre Waché sulle problematiche strutturali della RB22 offrirà ben poca consolazione a Max Verstappen, che si appresta a vivere la pausa estiva con la sua ormai nota clausola di uscita dal contratto attiva. A Zandvoort, dunque, tutti i riflettori saranno puntati sulla Red Bull, chiamata a dare risposte concrete proprio nel Gran Premio di casa del campione olandese. In palio non ci sarà soltanto l’orgoglio, ma molto di più: credibilità, prospettive future e, forse, anche il destino dello stesso Verstappen all’interno del team.

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