Vittoria Ferrari, l'ala Macarena resterà. FIA: «Red Bull lavori di più»
20/08/2026 12:20:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Una delle innovazioni più accattivanti della prima metà della stagione 2026 di Formula 1 è stata senz'altro l’ala posteriore rotante introdotta fin dai test pre-season del Bahrain dalla Ferrari, sorprendendo diversi rivali, tra cui la McLaren, con questa soluzione innovativa.

Quello che si è poi scoperto è che anche la Red Bull stava già lavorando alla propria versione dietro le quinte, con il direttore tecnico Pierre Wache che aveva sottolineato come l’ispirazione non fosse venuta dal Cavallino Rampante e che il concetto della Red Bull funzionasse in modo diverso. Il che è effettivamente vero poiché, tra le altre cose, la parte superiore dell'ala ruota nella direzione opposta a quella della Rossa.

Il team di Milton Keynes semplicemente non è riuscito a rendere pienamente operativa la sua ala rotante in tempo per l’inizio della stagione, introducendola per la prima volta a Miami.

I primi weekend di gara sono trascorsi senza problemi sia per il progetto della Ferrari sia per quello della Red Bull, ma le ali "Macarena" sono state sottoposte a un maggiore scrutinio in seguito ai due incidenti consecutivi di Verstappen a Spielberg e a Silverstone.

La FIA ha successivamente domandato maggiori delucidazioni sia alla Red Bull sia alla Ferrari. La richiesta non era specificamente rivolta a una scuderia, ma era semplicemente un modo per trattare entrambe le squadre in modo equo, poiché erano le due che fino a quel momento avevano introdotto questo concetto innovativo. Inoltre, per la FIA era importante comprendere appieno le specifiche di entrambi i sistemi, dato che sempre più scuderie stanno sviluppando le proprie versioni. La McLaren, ad esempio, ha già testato un’ala rotante e prevede di utilizzarla in gara durante "uno dei primi weekend dopo la pausa estiva".

Oggi, alla vigilia del Gran Premio d'Olanda, come riportato da Autosport, la FIA ha comunicato che non intende intervenire contro il concetto generale dell’alettone “Macarena”.

"Quando è apparso il primo progetto di questo tipo, volevamo assicurarci che fosse del tutto sicuro", ha dichiarato Nikolas Tombazis, direttore delle monoposto FIA. "Ciò comportava diversi requisiti, come avviene in molti sistemi complessi, e i team di ingegneri hanno effettuato quella che viene chiamata analisi FMEA, ovvero l’analisi delle modalità di guasto".

Tale valutazione non riguardava solo il tempo di chiusura prescritto, ma anche il comportamento successivo dell’alettone e del resto della vettura, poiché il tempo di chiusura da solo non è sufficiente e il flusso d’aria non si riattacca immediatamente dopo la chiusura dell’alettone. "Abbiamo avviato un dialogo piuttosto approfondito per assicurarci che questi progetti fossero sicuri", ha spiegato il greco, che poi ha aggiunto: "In particolare, volevamo essere certi che non ci fosse mai il rischio, per esempio, di un guasto idraulico, il che significherebbe che l’ala rimanesse aperta e non potesse tornare in posizione chiusa".

"Inoltre, volevamo assicurarci che ciò avvenisse in un lasso di tempo molto breve. Che non si trattasse di un movimento molto lento, che potrebbe poi destabilizzare la vettura".

Il risultato di tali discussioni è che il concetto generale è stato ritenuto accettabile, sebbene nel caso della Red Bull sia stato necessario un ulteriore lavoro di messa a punto.

Secondo Tombazis, ciò non significa che la FIA abbia formalmente chiesto alla Red Bull di apportare modifiche, ma piuttosto che il team tecnico guidato da Wache si sia reso conto, sulla base di quelle discussioni e, logicamente, degli incidenti, che c’era ancora del lavoro da fare: "Abbiamo discusso di queste cose e, sulla base di questi dati, la Red Bull ha voluto lavorare ancora un po’ sul suo progetto".

"Non siamo stati noi a dire loro specificamente 'no, non potete gareggiare con quella vettura', ma avevano bisogno di lavorare ancora un po’ per essere sicuri, perché in fin dei conti anche loro vogliono che la loro vettura sia sicura. Non credo che nessuno voglia che la propria vettura vada a sbattere".

Quel lavoro aggiuntivo per risolvere i problemi, che secondo Wache erano di natura meccanica, ha comportato che la Red Bull dovesse tornare temporaneamente a una configurazione più convenzionale in Belgio, prima che l’ala rotante potesse essere nuovamente utilizzata da Max Verstappen e Isack Hadjar in Ungheria.

Foto copertina: Ferrari

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