La Sprint Race del GP d’Olanda si è rivelata fin troppo monotona. Sul circuito di Zandvoort è emersa la grande difficoltà che le monoposto hanno nel compiere sorpassi. Pochi piloti sono riusciti nell’impresa. L’unico sorpasso all’interno della top-8 è stato effettuato da Leclerc, mentre in fondo al gruppo è stato Fernando Alonso a creare un po’ di spettacolo.
Per il resto, poche emozioni. Calma piatta. Il GP, però, potrebbe essere un’altra storia, ma molto dipenderà anche dal numero di soste che i piloti avranno intenzione di fare. Ieri Leclerc ha dimostrato che, anche con una differenza di qualche decimo al giro, qualcosa si può inventare; quindi magari le due soste non sono un’opzione da escludere a priori.
Prima, però, di rendervi partecipi del nostro pensiero, andiamo a prendere coscienza di quanto dichiarato dal direttore motorsport Pirelli al termine della giornata di sabato: “Tutte e tre le mescole potranno essere un’interessante opzione per la gara. Ferrari e Haas hanno deciso di utilizzare le Soft durante la Sprint, il che ci fa pensare che la vedremo tra le protagoniste, insieme a Hard e Medium, probabilmente le mescole più gettonate. La Soft C4 ha permesso a Leclerc di non perdere il contatto con Norris senza perdere prestazione. Le basse temperature hanno consentito alla mescola di restare nella corretta finestra di utilizzo”.

Da quanto è stato possibile vedere nella Sprint, continua Dario Marrafuschi: “I sorpassi sono molto complicati, per cui la strategia a una sosta, con partenza su Medium C3 e parte finale su Hard C2, dovrebbe essere quella più veloce. In tal caso la sosta dovrebbe avvenire tra il 27° e il 33° giro. Partire con le Soft C4 e finire su Hard, eseguendo il pit stop tra il 26° e il 32° giro, risulta invece più lenta di circa 1 secondo”.
“In condizioni di aria libera le soluzioni a due soste risultano competitive, ma bisogna tenere conto della difficoltà nel compiere sorpassi. Per cui crediamo che queste strategie potrebbero essere prese in considerazione soltanto in presenza di una Virtual Safety Car o comunque di una neutralizzazione. I degradi sono stati abbastanza contenuti e non crediamo possano influenzare la scelta delle strategie”, ha concluso l’italiano.

Da quanto affermato da Dario Marrafuschi, i piloti potranno fare anche a meno delle due soste. Molto dipenderà dal ritmo con cui i primi riusciranno a girare con le Medie C3. Dal momento che l’obiettivo di non perdere posizioni diventerà più importante di guadagnarne, la scelta tra una e due soste dipenderà fortemente dalla possibilità di sfruttare condizioni di pista libera nelle fasi immediatamente successive alla sosta. I piloti in lotta per il podio, prima di optare per l’una o l’altra opzione, probabilmente aspetteranno di vedere cosa sceglieranno gli altri nelle retrovie.
Le due soste non sono dunque un bisogno, ma rappresentano per noi fan la speranza di vedere un GP un po’ più movimentato della Sprint Race. La mini-gara ha risentito molto del fatto che non fosse necessario effettuare un pit stop obbligatorio. Le due soste, dunque, potrebbero contribuire a creare più spettacolo in pista.

Per noi, la strategia migliore a una sosta è rappresentata dall’utilizzo di Medium e Hard, ma la Ferrari ha dimostrato ieri di trovarsi bene anche sulla Soft. Per le due SF-26 non dovrebbe essere un problema concludere la gara mediante la strategia Soft-Hard. Per le due soste, molto veloce potrebbe essere una tattica che coinvolga tutte e tre le mescole. Sarà molto interessante assistere alle decisioni che prenderanno i team.
Tra le altre cose, una gara a due soste (con la maggior parte dei piloti ad optare per questa tattica) potrebbe inoltre agevolare la Ferrari a recuperare qualche posizione. Poi c'è anche la variabile meteo, con un lievissimo rischio del 10% che possa piovere durante la gara.
Foto di copertina e interna di Luca Martini / WHYOUT Images;
Fonte grafiche Pirelli
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