Ferrari, sul motore ADUO-2 non ci sarà l'aiuto di un partner strategico
31/08/2026 07:45:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Con il GP d'Olanda, siamo entrati nella seconda parte della stagione 2026 di F1, mandando in archivio il "girone di andata". Una prima metà al cui termine molti team hanno tirato dei bilanci sul lavoro eseguito. E tra questi c'è la Ferrari, che può vedere le prime gare in maniera positiva, segnate dal ritorno al successo e il raggiungimento di una solida seconda piazza tra i costruttori. Un bicchiere mezzo pieno, dunque, per Maranello che può guardare con fiducia all'avvenire e alla chance di lottare per obiettivi importanti; per cui è pronto a non lasciare nulla di intentato.

La possibilità di essere in lotta per obiettivi importanti non può neppure essere vista come utopistica, specie valutando i recenti weekend che hanno mostrato come la Mercedes sia battibile: le vittorie di Leclerc in Gran Bretagna e di Hamilton in Spagna hanno dato una svolta alla stagione del Cavallino e mostrato come la concorrenza del team di Brackley sia ben agguerrita. Come dimostra anche la rediviva McLaren che, insieme alla Rossa, punta a dar filo da torcere al team di Toto Wolff.

Si lavora in fabbrica

Per mantenere fede a quanto detto, la Rossa farà debuttare il motore evoluto con ADUO-2 nel GP d'Italia a Monza: missione per cui i motoristi hanno lavorato senza sosta, raggiungendo i target necessari prima della delibera di un’unità che avrà, come da tempo riportato, un nuovo gruppo turbocompressore. La 067/6 evo dovrebbe consentire un recupero, sulla carta, di buona parte della potenza che separa la Rossa dalle migliori unità del lotto (Red Bull e Mercedes seconda le rilevazioni FIA).

Il gettone ADUO-2 potrebbe garantire un plus di potenza, nelle stime più positive, di cirva 10/15 cavalli. Il lavoro di affinamento dovrebbe consentire all'unità motrice di mantenere in modo più efficace la potenza e avere più allungo sul dritto. Un debutto, che arriverà puntuale a Monza, e porterà all'omologazione della quarta unità del 2026, preceduta da una narrazione che rischia di essere eccessiva e fin troppo ottimistica. Come ci viene fatto notare, a Maranello il grande entusiasmo che un certo tipo di narrazione tenta di far passare non troverebbe riscontro.

Calma e... minore supporto

In fabbrica, al contrario, sembra regnare un cauto ottimismo misto a speranza. Ma oltre a creare false aspettative, porre tutto il focus sullo 067/6 evo potrebbe mettere in ombra altre possibili novità che dalla GeS potrebbero essere sfornate. Nulla è stato confermato, ma non è da escludere l'ipotesi per cui la SF-26 (anche valutando le rimanenze di budget) potrebbe avere una nuova ala posteriore, pensata ad hoc per lo Stradale, con cui scaricare l'auto, massimizzare la velocità di punta e, di fatto, l'efficienza.

Un "jolly" con cui dare il massimo nel GP di casa per cogliere un bel risultato davanti ai Tifosi ed "ealtare" la bontà delle evoluzioni di motore che ora, a differenza di quanto avvenuto col gettone ADUO-1, non sarà supportato dal lavoro di un partner strategico come Shell. Sullo 067/6, infatti, non saranno presenti novità sulla benzina che, essendo svincolate da limiti di budget o ricerca, rappresentano un plus "gratuito" di cavalli e di efficienza per i motoristi. Ma, per quanto detto, la ricerca del fornitore non si ferma e non è affatto da escludere come migliorie sui combustibili potrebbero arrivare entro la fine del campionato.

Foto copertina www.ferrari.com

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