La disfatta della Ferrari nel recente Gran Premio di Monza rappresenta inevitabilmente un momento cruciale della stagione 2026 del Cavallino, tanto che è possibile che, in futuro, parleremo di un “prima” e di un “dopo” Monza 2026.
Non è un mistero che, da stamane, alcune autorevoli testate, tra cui The Race, abbiano iniziato a riportare indiscrezioni raccolte nel paddock secondo le quali la dirigenza della Ferrari non avrebbe digerito la disfatta nel Gran Premio di casa, aggravata dalla vittoria di un pilota italiano vestito dei colori Mercedes.
Per questo motivo, c’è un prima e un dopo Monza per il team che, nella prima parte di stagione, ha sognato addirittura di contendere il titolo costruttori a Mercedes e che oggi si risveglia conscio di dover rimandare tutto, per l’ennesima volta, al prossimo anno, temendo addirittura di non riuscire a conservare nemmeno il secondo posto in classifica.
Probabilmente siamo a un crocevia anche per il team principal Frederic Vasseur.
La grande fiducia di cui ha goduto finora si sarebbe esaurita, mentre il suo operato e il suo futuro sarebbero stati ormai messi in dubbio.
Oltre alla disfatta della recente gara italiana, al manager francese sono imputate la mancata definizione delle regole di ingaggio tra i piloti e una certa arrendevolezza nei confronti della FIA per quanto riguarda la revisione delle procedure di partenza di inizio stagione, che hanno completamente vanificato le scelte progettuali che hanno portato alla definizione della SF-26.
Riaffiorano i nomi di Coletta e Horner, sebbene nessuno dei due possa, al momento, rappresentare un candidato concreto.

Monza potrebbe essere uno spartiacque anche per Leclerc, la cui immagine di trascinatore della Ferrari, di pilota salvatore della squadra negli anni difficili e idolo dei tifosi, sempre disposto a tentare il tutto per tutto per amore del Cavallino, si potrebbe distruggere in questa stagione opaca, costellata di troppi errori.
Le prestazioni del monegasco sono oggi viste in retrospettiva, descrivendolo come pilota veloce, ma inconcludente e spesso incapace di soffrire la convivenza con il proprio compagno di squadra.
Inevitabile pensare a un inizio di parabola discendente che ricorda quella di Vettel, dopo il mondiale letteralmente mandato in frantumi contro le barriere del Gran Premio di Germania nel 2018.
Quello che sembra essersi rimesso in moto, dopo l’appuntamento italiano, è il ricorrente e infinito processo di demolizione e ricostruzione del team di Maranello che, in tutto questo, cerca il suo riscatto ormai da quasi vent’anni.
Foto di copertina e interna di Luca Martini / WHYOUT Images
Fonte www.the-race.com
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