Tra le qualifiche e la gara del GP d’Italia, abbiamo svolto un’indagine telemetrica sulle ragioni per cui le due SF-26 non erano riuscite a essere competitive durante le sessioni di Q1-Q2 e Q3. Tralasciando gli errori commessi in Q2, l’aspetto interessante emerso (leggi qui) riguardava la differenza nella velocità di punta in rettilineo tra la Mercedes W17 di Russell e le due Ferrari.
Le vetture del Cavallino Rampante perdevano moltissimo tempo in rettilineo, con un gap sempre attorno ai 10 km/h, se non addirittura superiore. Charles Leclerc, però, riusciva a sfruttare una migliore trazione in uscita di curva e a ritardare moltissimo la staccata, riuscendo così a restare a un gap ragionevolmente competitivo alle spalle di George, circa 150 millesimi.
Nell’articolo vi abbiamo detto che tale gap era senz’altro dovuto alla power unit e probabilmente anche al fatto di non essere riusciti a mettere i piloti in una buona posizione durante il Q2, dove entrambi i piloti della Rossa hanno rischiato di essere eliminati, ma ci eravamo dimenticati di prendere in considerazione un aspetto: l’assetto aerodinamico.
Era proprio su quest’ultimo che la Ferrari faceva affidamento. La squadra credeva che Alpine, Mercedes e McLaren fossero state così estremamente veloci in Q3 a causa di una più estrema riduzione di carico, che però si sarebbe rigirata a loro sfavore in gara, quando le vetture si sarebbero trovate nella condizione di gestire gli pneumatici.

Nel box Ferrari c’era ottimismo. Non credevano certo che sarebbe bastato questo a metterli nella condizione di vincere la gara, però c’era la sensazione che sarebbero stati più vicini alla Mercedes di quanto non lo fossero stati in qualifica.
È qui che è stato commesso un errore più grande dell’errore stesso. La casa del Cavallino Rampante credeva che sarebbe quantomeno riuscita a tenere il passo di George, cosa che invece sia Leclerc sia Hamilton hanno compreso subito, sin dal primo giro: non sarebbe stato così. Ritrovarsi a dover fare i conti con la realtà è stata una doccia fredda e Charles potrebbe aver sofferto molto questa presa di coscienza. Leclerc si è ritirato al secondo giro per l’errore commesso alla Parabolica e Hamilton non è riuscito a fare meglio della P6 a causa di una scelta strategica del tutto incomprensibile.
Di errori la Ferrari ne ha commessi tanti a Monza tra qualifica e gara, ma quello più grave è stato credere in uno scenario inesistente. Le parole del team principal Vasseur: “È andata peggio di quanto ci aspettassimo” risuonano ancora nelle nostre orecchie.
A Maranello non hanno ancora compreso esattamente il loro potenziale ed è questa errata conoscenza di sé a destabilizzare l’ambiente, rovinare gli umori e destabilizzare anche i piloti. Non conoscere il proprio potenziale inizia a essere un aspetto molto grave, giunti a questo punto della stagione, molto più grave di qualsiasi errore o scelta sbagliata che la Ferrari o i piloti abbiano potuto fare nel corso del weekend.
Foto di copertina di Luca Martini / WHYOUT Images
Tutte le news, le foto, il meteo, gli orari delle sessioni ed i tempi del Gran Premio d'Italia 2026