Ferrari, l'errore è più grande dell'errore stesso
La Ferrari si era fatta un'idea totalmente errata della sua competitività a Monza. La cosa più importante, arrivati a questo punto della stagione, è saper riconoscere i propri limiti.

08/09/2026 06:45:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Tra le qualifiche e la gara del GP d’Italia, abbiamo svolto un’indagine telemetrica sulle ragioni per cui le due SF-26 non erano riuscite a essere competitive durante le sessioni di Q1-Q2 e Q3. Tralasciando gli errori commessi in Q2, l’aspetto interessante emerso (leggi qui) riguardava la differenza nella velocità di punta in rettilineo tra la Mercedes W17 di Russell e le due Ferrari.

Le vetture del Cavallino Rampante perdevano moltissimo tempo in rettilineo, con un gap sempre attorno ai 10 km/h, se non addirittura superiore. Charles Leclerc, però, riusciva a sfruttare una migliore trazione in uscita di curva e a ritardare moltissimo la staccata, riuscendo così a restare a un gap ragionevolmente competitivo alle spalle di George, circa 150 millesimi.

La Scuderia è stata tradita da false aspettative

Nell’articolo vi abbiamo detto che tale gap era senz’altro dovuto alla power unit e probabilmente anche al fatto di non essere riusciti a mettere i piloti in una buona posizione durante il Q2, dove entrambi i piloti della Rossa hanno rischiato di essere eliminati, ma ci eravamo dimenticati di prendere in considerazione un aspetto: l’assetto aerodinamico.

Era proprio su quest’ultimo che la Ferrari faceva affidamento. La squadra credeva che Alpine, Mercedes e McLaren fossero state così estremamente veloci in Q3 a causa di una più estrema riduzione di carico, che però si sarebbe rigirata a loro sfavore in gara, quando le vetture si sarebbero trovate nella condizione di gestire gli pneumatici.

GP Italia, Ferrari,

Nel box Ferrari c’era ottimismo. Non credevano certo che sarebbe bastato questo a metterli nella condizione di vincere la gara, però c’era la sensazione che sarebbero stati più vicini alla Mercedes di quanto non lo fossero stati in qualifica.

La Ferrari ha ancora un’errata conoscenza di sé

È qui che è stato commesso un errore più grande dell’errore stesso. La casa del Cavallino Rampante credeva che sarebbe quantomeno riuscita a tenere il passo di George, cosa che invece sia Leclerc sia Hamilton hanno compreso subito, sin dal primo giro: non sarebbe stato così. Ritrovarsi a dover fare i conti con la realtà è stata una doccia fredda e Charles potrebbe aver sofferto molto questa presa di coscienza. Leclerc si è ritirato al secondo giro per l’errore commesso alla Parabolica e Hamilton non è riuscito a fare meglio della P6 a causa di una scelta strategica del tutto incomprensibile.

Di errori la Ferrari ne ha commessi tanti a Monza tra qualifica e gara, ma quello più grave è stato credere in uno scenario inesistente. Le parole del team principal Vasseur: “È andata peggio di quanto ci aspettassimo” risuonano ancora nelle nostre orecchie.

A Maranello non hanno ancora compreso esattamente il loro potenziale ed è questa errata conoscenza di sé a destabilizzare l’ambiente, rovinare gli umori e destabilizzare anche i piloti. Non conoscere il proprio potenziale inizia a essere un aspetto molto grave, giunti a questo punto della stagione, molto più grave di qualsiasi errore o scelta sbagliata che la Ferrari o i piloti abbiano potuto fare nel corso del weekend.


Foto di copertina di Luca Martini / WHYOUT Images

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