Il Gran Premio d'Italia sarà ricordato, oltre che per la storica e incredibile vittoria di Kimi Antonelli partendo dall'ultima fila, anche per l'inattesa e strepitosa pole position di Pierre Gasly.
La dimostrazione dello strapotere della Power Unit Mercedes era attesa sul velocissimo tracciato brianzolo e si è puntualmente confermata sia in qualifica sia in gara.
Nessuno avrebbe però potuto immaginare che il team più veloce del sabato, tra i vari motorizzati Mercedes, sarebbe stata una Alpine capace di mettersi addirittura davanti a una vettura di casa madre.

In molti hanno già analizzato il giro veloce di Gasly per cercare di capire come sia stato costruito il tempo che gli è valso la pole ed è già stato evidenziato come i dati della telemetria siano misteriosamente mancanti dalla fine della Curva Biassono fino quasi all’uscita della Variante della Roggia.
Senza nulla togliere al talento del pilota di Rouen, qualcosa non torna non solo in qualifica, ma in tutto il weekend italiano.
Nulla si può dire della FP1, nella quale è stato sostituito da Paul Aron, e nella FP2 il grafico telemetrico di Gasly è completo e coerente e vale il quattordicesimo tempo.
Dalla FP3 le cose cambiano: i dati della telemetria sono mancanti, sempre nello stesso tratto descritto poc'anzi, e i due Alpine salgono in classifica appena dopo i top team.
I dati sono infatti incompleti, curiosamente, anche per Colapinto, sempre nello stesso punto, a partire dalla FP3 e per tutte le sessioni seguenti.
Ma non è tutto: le telemetrie di entrambi i piloti Alpine rimarranno viziate anche in gara, per tornare complete sorprendentemente nel corso delle ultime tornate. La prima a regolarizzarsi è quella di Gasly, attorno al giro 47, Colapinto si regolarizzerà al giro 50.
Difficile dire cosa abbia causato questa anomala trasmissione dei dati che, va ricordato, riguarda solo la tanto sorprendente Alpine e nessun altro team.
Un problema tecnico su una vettura può capitare. Un problema su due vetture contemporaneamente è molto meno probabile. Ancora minori sono le possibilità che il problema si risolva quasi contemporaneamente su entrambe le vetture proprio sul finire della gara.

Non è possibile, in definitiva, analizzare come mai la Alpine si sia comportata tanto bene a Monza ne quanto la incredibile Power Unit Mercedes abbia contribuito a migliorare le prestazioni del team anglo-francese, perché i dati di telemetria non sono praticamente utilizzabili. Vi sono molti siti che forniscono le telemetrie ed è possibile verificarlo.
E se Mercedes, come si è già ipotizzato più volte, non stesse utilizzando appieno le potenzialità della propria Power Unit?
E se la prestazione in qualifica dell'Alpine fosse derivata dallo sblocco, autorizzato dalla casa madre, delle piene potenzialità della Power Unit concepita a Brixworth?
E se questi dati fossero stati celati deliberatamente?
Perché proprio Alpine e a quale scopo?
Non esiste una risposta a questi interrogativi.
Quel che è certo è che i tecnici dei team, soprattutto quelli della Mercedes, ci hanno da tempo dimostrato la loro maestria nel muoversi tra le regole e nell'amministrare, celandoli quanto più possibile, i propri vantaggi tecnici.
Foto di copertina e interne di Luca Martini / WHYOUT Images
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