Leclerc
26/09/2026 17:00:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Leclerc e Baku sono un pilota e un tracciato che hanno una storia di emozioni forti.
Sulle strade della capitale azera il pilota monegasco ha abituato i tifosi Ferrari a gioie insperate e a cocenti e rabbiose delusioni.

Il numero sedici della Ferrari ha realizzato pole position incredibili, arpionate con mezzi tecnicamente inferiori rispetto alla concorrenza, ma anche clamorosi contatti contro il muro della curva 15 che hanno fatto esplodere di rabbia, per primo, proprio l'alfiere della Ferrari.

Leclerc e Baku sono un abbinamento dai sapori forti, non possono essere associati alle parole "anonimo" o "insipido".

Inaspettatamente e mestamente, il quarto posto ottenuto da Charles Leclerc al termine del Gran Premio di Azerbaijan arriva proprio al termine di una gara anonima, nella quale la SF-26 del numero sedici è stata inquadrata pochissimo, a parte i pochi istanti della partenza.

Il monegasco scattava infatti dalla seconda posizione dopo l'ennesimo superlativo giro di qualifica e, sebbene non avesse speranze contro lo strapotere Mercedes, poteva sperare in una gara movimentata per tentare di arpionare una posizione sul podio.

Purtroppo, la partenza poco efficace lo ha relegato presto in terza posizione, mentre le difficoltà nello sfruttare il treno di soft calzato alla partenza e la prestazione sontuosa delle Red Bull, spinte da una power unit mostratasi nettamente superiore a quella Ferrari, hanno relegato Leclerc in una sorta di limbo senza infamia e senza lode.

Prima della gara rimaneva il mistero riguardante l'unità montata sulla Ferrari numero 16, dato che si sospettava non si trattasse dell'ultima specifica, cosa che avrebbe lasciato qualche speranza per il futuro.

È stato tuttavia lo stesso Leclerc a inquadrare impietosamente la situazione attuale nelle interviste successive al Gran Premio, ai microfoni di Sky Sport Formula 1 Italia, con queste parole:
"Non so se sto dicendo una cosa che non dovevo dire ma io sto montando l'ultima specifica ADUO2. Abbiamo fatto il possibile ma in rettilineo era impossibile difendersi, soffriamo troppo. Inoltre i nostri avversari si sono avvicinati a noi nelle prestazioni in curva e sono molto veloci. Dobbiamo lavorare e reagire immediatamente perché quando gli altri portano un upgrade che li avvantaggia diventa difficilissimo riprenderli."

Ferrari esce dalla gara azera come quarta forza e la sensazione che abbia ormai desistito dalla lotta per le posizioni che contano è sempre più forte.

Foto di copertina di Peter Kiss / WHYOUT Images

Foto interne di Finlay Williams / WHYOUT Images

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