Alonso, la F1 può aspettare? Lui dice no: «Devo ancora correre»
01/10/2026 21:32:00 Tempo di lettura: 7 minuti

Fernando Alonso continuerà a correre in Formula 1 con l’Aston Martin anche nel 2027, ma dietro alla decisione non ci sono record da inseguire né numeri da aggiungere alla propria carriera. A 45 anni, lo spagnolo ha scelto di restare perché sente ancora quel fuoco che lo porta a stare al volante e perché l’idea di guardare le gare dal divano gli appare ancora insopportabile. Una scelta maturata dopo una riflessione profonda, con il ricordo della pausa del 2019-2020 a confermare ad Alonso che il suo posto, almeno per ora, è ancora dentro un abitacolo di F1.

Alonso sceglie ancora la pista: «Quel momento non è ancora arrivato»

Alonso, la F1 può aspettare? Lui dice no: «Devo ancora correre»

Per mesi il futuro di Fernando Alonso è stato uno degli interrogativi più discussi all’interno del paddock. L’inizio complicato dell’Aston Martin nel 2026 aveva alimentato dubbi sulla possibilità che lo spagnolo decidesse di interrompere la propria carriera al termine della stagione, considerando che lui stesso aveva fatto intendere di voler smettere. Invece, alla vigilia del Gran Premio di Sepang, è arrivata la conferma: Alonso resterà con la scuderia britannica anche nel 2027, affiancando ancora Lance Stroll.

Una decisione che, ascoltando direttamente le parole del due volte campione del mondo, non sembra essere stata determinata tanto dalle prospettive tecniche quanto da una sensazione personale. Alonso ha ancora la percezione di essere competitivo e, soprattutto, continua a provare quella stessa passione che lo ha accompagnato per gran parte della sua carriera. È questo il punto centrale della sua scelta: nonostante l’età e le difficoltà affrontate dall’Aston Martin, il desiderio di correre non è ancora venuto meno.

«Mi sento ancora competitivo e provo quel fuoco dentro quando sono al weekend di gara – mi sento più felice. Se fossi seduto sul divano, guardare la F1 sarebbe molto difficile per me in questo momento perché sento il bisogno di stare al volante. Quel momento non è ancora arrivato».

Il riferimento al divano non è casuale. Alonso ha già vissuto una situazione simile quando, tra il 2019 e il 2020, si era allontanato dalla Formula 1. Quella pausa avrebbe dovuto rappresentare un modo per comprendere cosa volesse realmente dal proprio futuro, ma guardare le gare da casa gli fece capire che la distanza dalla pista non gli dava la serenità che aveva immaginato.

È proprio quell’esperienza ad aver avuto un peso nella decisione attuale. Infatti, Alonso ha spiegato di essersi preso tutto il tempo necessario per valutare gli scenari possibili, ma di essere tornato più volte alla stessa domanda: come si sarebbe sentito guardando la Formula 1 senza essere più uno dei protagonisti? La risposta, secondo quanto raccontato, è arrivata con estrema chiarezza.

«Mi sono preso il mio tempo [per questa decisione] perché dovevo davvero valutare tutti gli scenari e tutte le possibilità per il prossimo anno. Quando mi sono preso una pausa dalla F1, guardavo le gare da casa e non mi sentivo a mio agio lì. Sentivo di non essere più felice sul divano che in pista. Sentivo che avrei potuto gestire la situazione in modo diverso. Stavo guardando una ripresa dall’abitacolo e mi sono detto: “È stato troppo presto”. Allora sentivo che avrei dovuto tornare a correre, perché il mio posto è ancora in pista e nell’abitacolo».

Il ricordo di quella scelta è diventato quindi una sorta di punto di riferimento. Alonso ha riproposto a se stesso la stessa possibilità anche in vista del 2027, chiedendosi cosa avrebbe provato se avesse dovuto seguire le gare da casa. La risposta non è cambiata.

«Quel pensiero mi è tornato in mente e ho pensato: “E se l’anno prossimo guardassi le gare da casa?”, e ogni volta che ci pensavo mi dicevo: “Assolutamente no”. Sento ancora che dovrei guidare per almeno un altro anno».

Aston Martin, nessuna promessa: Alonso vuole vedere progressi

La scelta di restare non significa però che Alonso consideri garantito un miglioramento dell’Aston Martin nel 2027. La stagione 2026 ha messo la squadra davanti a diverse difficoltà e lo stesso spagnolo evita di lasciarsi trascinare da aspettative troppo ottimistiche. È chiaro che il futuro della scuderia resta legato alla capacità di trasformare il lavoro svolto durante l’inverno in una vettura realmente competitiva, cosa che in questa stagione non si è verificata.

Alonso non vuole quindi promesse, quanto piuttosto metodo, disciplina e motivazione, elementi che considera indispensabili per affrontare una fase di trasformazione così importante. L’obiettivo non è assicurare che il prossimo anno sarà migliore, ma creare le condizioni perché possa esserlo.

«Non si può mai sapere. Penso che tutte le squadre siano molto ottimiste in ottobre e novembre, ma poi a marzo ci si scontra con la realtà».

Una cautela che diventa ancora più evidente quando Alonso individua nel gruppo motopropulsore una delle principali speranze per il futuro. Per lo spagnolo, la competitività non può essere costruita soltanto sulle aspettative, ma deve essere il risultato di un lavoro collettivo portato avanti nella stessa direzione.

«Non si tratta di promettere o aspettarsi cose diverse: si tratta semplicemente di assicurarsi che tutti diano il 100 per cento, che siamo tutti motivati e che procediamo tutti nella stessa direzione. Penso che quest’anno abbiamo visto alcuni segnali incoraggianti, ma abbiamo ancora un lungo inverno davanti a noi se vogliamo che tutto funzioni alla perfezione. Non voglio fare promesse e non voglio nemmeno sentirne. Voglio solo vedere disciplina nel nostro modo di lavorare, specialmente per quanto riguarda il gruppo motopropulsore: è lì che risiede la nostra più grande speranza per il prossimo anno».

La permanenza di Alonso, inoltre, non sembra essere stata accompagnata da discussioni concrete su un eventuale ruolo diverso all’interno della squadra. L’ipotesi di un incarico fuori dall’abitacolo potrebbe essere affrontata più avanti, ma per il momento la questione era molto più semplice: capire se Alonso volesse continuare a correre. E la risposta a questa domanda è un sì senza troppi giri di parole.

«In passato ne abbiamo parlato, ma quest’anno la questione era più incentrata sul fatto di correre o meno e, una volta presa la decisione, il team mi ha sempre sostenuto molto. Onestamente è stata una conversazione di cinque minuti con Lawrence [Stroll] e il team, perché era già tutto pronto e definito».

Ed è proprio questa semplicità a spiegare il senso della decisione. Alonso non sta fissando una data definitiva per il proprio ritiro e non sembra interessato a stabilire in anticipo quanti anni gli restino in Formula 1. Il criterio sarà sempre lo stesso: la sensazione che proverà al volante.

«Penso che sia più una questione di sensazione di competitività. Non si tratta di pensare alla mia età, a eventuali record o statistiche. Si tratta piuttosto di sentirsi bene e veloci al volante. Ora mi sento ancora così, ecco perché continuo. Il giorno in cui non mi sentirò più così, sarà il giorno in cui smetterò, ma senza pensare ai numeri».

La decisione di Fernando Alonso di continuare fino al 2027 nasce quindi da una certezza molto più semplice dei risultati, dei record o dell’età: non si sente ancora pronto a stare lontano dalla Formula 1. L’esperienza della pausa precedente gli ha mostrato quanto sia difficile per lui osservare le gare dall’esterno e, ancora oggi, la pista gli restituisce una sensazione di cui non vuole fare a meno.

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