Sainz e la F1 dei sogni: «Farei un mix tra le 2019 2021 e le V8»
02/10/2026 22:20:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Carlos Sainz, alla domanda su cosa farebbe se avesse davvero carta bianca per decidere come dovrebbe essere la Formula 1 del futuro, non partirebbe da un foglio completamente vuoto. Guarderebbe piuttosto al passato, scegliendo le caratteristiche delle monoposto che gli hanno regalato le sensazioni migliori per costruire una vettura capace di unire velocità, piacere di guida e spettacolo. La sua riflessione arriva in un momento in cui il nuovo regolamento ha già alimentato discussioni e critiche, ma secondo lo spagnolo la direzione della Formula 1 sta lentamente cambiando.

La F1 dei sogni di Sainz: un mix tra il passato e le sensazioni delle V8

Sainz e la F1 dei sogni: «Farei un mix tra le 2019-2021 e le V8»

Quando gli viene chiesto quale sarebbe la sua monoposto ideale se avesse completa libertà di scelta, Sainz non indica una singola vettura. Infatti, la sua risposta è piuttosto un esercizio di memoria, costruito attraverso le macchine che più lo hanno divertito durante la sua carriera.

«Le macchine che mi sono divertito di più a guidare sono la macchina 2019-2020-2021», racconta.
Un riferimento preciso a una generazione di monoposto che, dal punto di vista del pilota, ha lasciato sensazioni particolarmente positive. Ma nella sua Formula 1 ideale c'è anche un elemento ancora più lontano nel tempo.

«Anche quella macchina 2013 che ho fatto un test a Silverstone, la V8, mi sono divertito molto con quella di Sebastian.»

È proprio dalla combinazione di queste due esperienze che nasce la sua idea.

«Fare un mix tra queste due, per me sarebbero i migliori.»

Non è soltanto nostalgia per un'epoca precedente, quanto piuttosto un criterio molto preciso: una Formula 1 che non venga giudicata esclusivamente dalla velocità sul cronometro, ma anche da ciò che una monoposto trasmette a chi la guida.

È una distinzione importante: una vettura può essere estremamente veloce e, allo stesso tempo, non risultare altrettanto appagante dal punto di vista del pilota. Ed è proprio questo il punto sul quale Sainz insiste quando parla dell'attuale generazione.

«L'effetto suolo a me non mi è mai piaciuto molto, è veloce ma non piacevole da guidare.»

La frase sintetizza una delle principali criticità della sua analisi. Il problema non è la mancanza di prestazione: Sainz riconosce implicitamente che le monoposto a effetto suolo siano capaci di offrire velocità elevatissime. Ciò che manca, secondo la sua esperienza, è quella sensazione di coinvolgimento che rende una vettura piacevole da guidare.

Ed è proprio qui che il confronto con le monoposto del passato assume un significato più ampio. Sainz non sta semplicemente chiedendo di tornare indietro nel tempo: sta suggerendo di recuperare alcune caratteristiche che, nella sua esperienza, rendevano la guida più gratificante e di combinarle con le tecnologie moderne.

La Formula 1 ha capito la lezione: per cambiare direzione serve tempo

La riflessione di Sainz non si ferma però alle monoposto che vorrebbe guidare. Il passaggio più interessante riguarda il futuro della Formula 1 e la consapevolezza che il nuovo ciclo regolamentare possa aver evidenziato alcuni limiti.

Negli ultimi anni si è discusso molto delle conseguenze delle diverse generazioni tecniche e del compromesso tra velocità, spettacolo e qualità della guida. Secondo Sainz, però, qualcosa si sta già muovendo.

«Sicuro, non solo per il 2027-2028 ma anche per il 2029-2030, sto vedendo che si stanno facendo dei cambiamenti nella direzione giusta.»

La sua osservazione suggerisce quindi che il processo di revisione non riguardi soltanto l'immediato futuro. La Formula 1 starebbe già ragionando su un percorso più lungo, con l'obiettivo di correggere progressivamente ciò che non ha funzionato come previsto.

Sainz sottolinea anche che questa consapevolezza sarebbe ormai diffusa all'interno del paddock.
«Penso che già tutto il mondo nel paddock lo sa, si sta andando in questa direzione.»

Il punto, però, è che una rivoluzione regolamentare non può essere corretta dall'oggi al domani. Infatti, modificare una filosofia tecnica significa intervenire su progetti, infrastrutture, simulazioni e concetti aerodinamici sviluppati nell'arco di anni. Per questo lo spagnolo individua un elemento fondamentale: il tempo.

«L'unica cosa di cui abbiamo bisogno è tempo per cambiarlo.»

È probabilmente la parte più importante della sua riflessione. In quest'ottica Sainz non descrive una Formula 1 che debba necessariamente cancellare tutto ciò che è stato fatto finora. Al contrario, sembra immaginare un'evoluzione graduale, nella quale le esperienze maturate con l'attuale regolamento possano servire a costruire monoposto più complete.

Foto copertina x.com

Foto interna x.com

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