La pioggia caduta sul tracciato di Sepang all’avvio del Gran Premio del Bahrein ha messo a nudo una nuova vulnerabilità dell’attuale regolamento e delle attuali Power Unit.
Durante il giro di formazione moltissimi piloti hanno lamentato problemi alla propria unità motrice. Almeno sei hanno accusato cali di potenza, tra cui Lewis Hamilton, privato completamente dell’erogazione della potenza e costretto addirittura a riavviare la propria SF-26.
Ma non è tutto: a lamentare questo tipo di problemi in maniera particolare è stata soprattutto l’unità turboibrida della Ferrari, dato che si sono verificati episodi simili anche sulle vetture della Haas e della Cadillac.
Il caos generato dalle vetture che procedevano a rilento ha costretto la direzione di gara a bloccare la procedura di partenza, rimandandola a lungo.
La causa di questa anomala e imbarazzante situazione andrebbe ricercata nel modo in cui il software delle Power Unit interpreta ciò che accade attorno alla monoposto, cercando di ottimizzare l’erogazione della potenza.
La partenza bagnata potrebbe aver ingannato i software di gestione, in particolar modo quello della Ferrari, tagliando completamente l’erogazione.

A mandare in tilt questi software potrebbero essere state le basse velocità impresse alla colonna di vetture da Max Verstappen, oppure il pattinamento delle gomme a causa dell’asfalto bagnato.
Immediatamente la mente è andata a Bottas durante il Gran Premio di Baku, finito in barriera sempre a causa di un bug del software, ingannato semplicemente da un lungo in una curva precedente.
La stessa Federazione ha controllato, nella lunga interruzione prima della ripartenza, l'idoneità dei software ad affrontare la gara.
Torna quindi la domanda: chi controlla queste Power Unit?
Quali sono i rischi legati a questa gestione del software?
Cosa sarebbe potuto accadere in una gara completamente bagnata?
Foto di copertina di Peter Kiss / WHYOUT Images
Foto interna F1 TV