Un altro guasto spegne Russell: il podio sfuma e il mondiale si allontana
04/10/2026 13:35:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Ci sono ritiri che fanno male e altri che finiscono per raccontare un'intera stagione. È in quest'ottica che quello che ha colpito George Russell a Sepang appartiene alla seconda categoria. Il pilota Mercedes stava costruendo una gara solida, era riuscito a superare Kimi Antonelli, anche se poi aveva perso la posizione, e sembrava destinato a salire sul podio, prima che un nuovo problema alla Power Unit cancellasse tutto. Non è stato un episodio isolato ed è proprio questo il punto.

Quando la delusione lascia spazio alla rassegnazione

Un altro guasto spegne Russell: il podio sfuma e il mondiale si allontana

Le parole di Russell colpiscono perché non trasmettono rabbia, ma piuttosto qualcosa di diverso, forse perfino peggiore: l'abitudine. Infatti, quando Craig Slater gli chiede come stia elaborando l'ennesimo problema tecnico della stagione, il britannico risponde con una sincerità disarmante.

«Quasi quasi devi riderci su. Sono oltre la delusione. È successo così tante volte quest'anno.»

Non è la reazione di un pilota sorpreso da un imprevisto. È la reazione di chi ha già vissuto la stessa situazione troppe volte. E in effetti la sua gara sembrava indirizzata verso un risultato importante. Non una prestazione dominante, come lui stesso ammette, ma una corsa pulita e concreta.

«Gara solida, non una gara eccezionale, ma solida.»

Sarebbe bastato per raccogliere punti pesanti in un momento cruciale della stagione. Invece è arrivato l'ennesimo guasto, l'ennesimo pomeriggio da archiviare senza il risultato che sembrava ormai alla portata, fino a trasformare quella che sembrava una certezza in un altro «game over».

«Non è la prima volta, quindi sono abbastanza abituato a questa sensazione e a queste domande.»

È probabilmente la frase più dura dell'intervista, non perché contenga rabbia, ma perché racconta la normalità che si è creata attorno a episodi che normali non dovrebbero essere.

Un campionato sfumato e una matematica che pesa

Nel finale dell'intervista emerge inevitabilmente il tema mondiale. Con un distacco ormai salito a 84 punti, Slater gli chiede se non sia arrivato il momento di accettare che il titolo sia sfumato. Russell evita frasi definitive, ma non si nasconde dietro l'ottimismo di circostanza.

«Non ho bisogno di dire che è perso o cose del genere, ma certamente è eccezionalmente improbabile.»

Anche in questo caso la lucidità prevale sull'emotività. È chiaro che il britannico sa perfettamente quale fosse la situazione prima di Sepang e sa che, per rientrare nella lotta, aveva bisogno che finalmente qualcosa girasse dalla sua parte.

«Se volevo rientrare in corsa avevo bisogno di fortuna dalla mia parte. Purtroppo, la fortuna non è stata dalla mia parte.»

La spiegazione numerica che segue racconta perfettamente il peso dell'episodio.

«Una perdita di tre punti oggi, essendo dietro a Kimi, si è trasformata in una perdita di 18 punti.»

In un campionato combattuto, un dettaglio tecnico può modificare completamente l'inerzia della classifica. Russell lo sa e non prova nemmeno a nasconderlo, perché se il problema lo avesse avuto Kimi, avrebbe rappresentato un colpo di fortuna per il britannico:

«Se il problema fosse stato dall'altra parte sarebbe stato un guadagno di 18 punti.»

È il tono di chi ha ormai accettato una realtà che non può controllare. Ma soprattutto, Sepang non ha soltanto sottratto un podio a George Russell, quanto piuttosto gli ha tolto un'altra possibilità di alimentare una rincorsa mondiale che appariva già complicata.

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