Qualche ora fa, quando dalla FIA non erano ancora arrivate spiegazioni ufficiali, avevamo provato a ricostruire quanto accaduto durante il caotico giro di formazione del Gran Premio del Bahrain a Sepang, con ben sette vetture (tra cui la Ferrari di Hamilton) costrette a effettuare un vero e proprio restart del sistema.
Adesso sappiamo esattamente cosa è successo. La spiegazione fornita da Nikolas Tombazis chiarisce alcuni aspetti, smentendo anche alcune delle ipotesi formulate a caldo.
Il problema non riguardava specificamente la Power Unit Ferrari e non sarebbe stato il pattinamento delle gomme sul bagnato a mandare in confusione il sistema. Il bug era presente nel software standard utilizzato da tutte le monoposto e si manifestava al verificarsi di una condizione molto particolare: una velocità estremamente bassa.
«Il punto critico è stato il raggiungimento di una velocità molto bassa da parte di alcune vetture. Raggiungendo questa velocità estremamente bassa, sono entrate in un loop che ha impedito loro di riaccelerare, bloccandole», ha spiegato Tombazis.
Secondo il Direttore FIA delle monoposto, Verstappen ha rallentato molto durante il giro di formazione, generando un effetto fisarmonica lungo la colonna. Le monoposto più indietro hanno dovuto progressivamente frenare e alcune sono scese proprio sotto quella soglia che il software non era stato preparato a gestire.
«Max in testa ha rallentato molto e questo ha costretto le auto dietro a frenare di più. Alcune auto hanno rallentato di più, altre meno, ed è per questo che il problema si è presentato solo su alcune vetture».
Questo chiarisce anche un elemento che inizialmente aveva indirizzato i sospetti verso Ferrari. Hamilton era rimasto praticamente senza erogazione e problemi analoghi erano comparsi anche su Haas e Cadillac, tutte motorizzate Ferrari. La concentrazione degli episodi aveva quindi fatto pensare a un’anomalia legata al software di gestione della Power Unit di Maranello.
Non era così, anche perché era stato proprio Verstappen a segnalare per primo un problema di potenza via radio.
Il software coinvolto nel problema è infatti parte del codice standard comune alle monoposto. Tombazis ha inoltre precisato che viene sviluppato congiuntamente da FIA, fornitore della centralina ECU standard, squadre e costruttori delle Power Unit.
«Nessuno di loro ha anticipato il problema», ha ammesso.
La FIA si assume comunque la responsabilità principale: «È chiaramente un software FIA, abbiamo un ruolo primario e dobbiamo fare di meglio».
Resta poi da spiegare cosa sia successo durante i circa venti minuti nei quali la procedura di partenza è rimasta sospesa.
Non si è trattato semplicemente di effettuare dei controlli. I tecnici hanno individuato il bug, preparato una nuova versione del software e l’hanno distribuita alle squadre, che hanno dovuto installarla sulle monoposto prima di poter ripartire.
Un vero e proprio aggiornamento software effettuato sulla griglia di partenza.
«I nostri tecnici hanno capito molto rapidamente cosa stesse succedendo. Sotto grande pressione, hanno fornito un aggiornamento del software, inviato la versione ai team e i team l’hanno dovuta installare sulle vetture. Tutto questo ha richiesto circa 20 minuti».
Pochi minuti fa la FIA ha anche pubblicato una dichiarazione ufficiale attraverso i suoi canali:
Rimane infine una domanda: come ha fatto una condizione apparentemente così semplice a sfuggire ai test?
Anche qui Tombazis fornisce una spiegazione. Nel corso della stagione sono stati effettuati pochissimi test sul bagnato e persino le prove Pirelli svolte in queste condizioni non avevano riprodotto velocità tanto basse.
È stata quindi necessaria una combinazione molto particolare, pista bagnata, giro di formazione estremamente lento ed effetto fisarmonica del gruppo, per portare alcune vetture in una zona di funzionamento che il software non era stato preparato a gestire.
Una situazione limite, certamente. Ma anche una dimostrazione di quanto, con le Power Unit di questa generazione, una parte sempre più importante del funzionamento della monoposto passi attraverso righe di codice.