Per il secondo weekend consecutivo la Formula 1 dovrà fare i conti con condizioni climatiche particolarmente impegnative. Dopo il Gran Premio del Bahrain disputato a Sepang, anche quello di Singapore è stato ufficialmente dichiarato dalla FIA in regime di Heat Hazard, la procedura introdotta per tutelare i piloti quando le temperature all'interno delle monoposto rischiano di diventare eccessive.
La decisione è stata comunicata questa mattina dalla FIA: secondo le previsioni del servizio meteorologico ufficiale, durante il weekend di Marina Bay l'indice di calore potrebbe superare i 31°C, soglia prevista dall'articolo B1.5.10 del regolamento FIA per l'attivazione della procedura.
È importante precisare che non si tratta della semplice temperatura dell'aria. L'Heat Index tiene conto anche dell'umidità relativa, un fattore particolarmente significativo a Singapore, dove le condizioni tropicali rendono più difficile la dispersione del calore corporeo.
Cosa cambia per piloti e monoposto? La dichiarazione comporta l'obbligo per le squadre di predisporre il sistema di raffreddamento del pilota previsto dal regolamento tecnico. I piloti possono scegliere di non indossare il relativo equipaggiamento personale, ma in questo caso devono rispettare le disposizioni sul peso aggiuntivo, senza ottenere un vantaggio prestazionale.
Il sistema è progettato per aiutare a contenere un'elevara temperatura corporea attraverso un indumento dotato di circuiti di raffreddamento, particolarmente utile nelle gare più calde e umide del calendario.
La FIA ha specificato che l'Heat Hazard sarà valido sia per la Sprint che per la gara.