Gasly guarda a Singapore: «La vettura c’è»
08/10/2026 15:45:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Dopo un weekend difficile in Malesia, Pierre Gasly arriva a Singapore con una convinzione precisa: l’Alpine ha il ritmo per essere competitiva. Il francese non nasconde la delusione per non essere riuscito a trasformare le buone prestazioni delle ultime gare in punti, ma guarda con fiducia al nuovo appuntamento. Tra caldo, umidità, Sprint e un circuito cittadino particolarmente impegnativo, la sfida sarà soprattutto riuscire a confermare in gara il potenziale mostrato dalla vettura negli ultimi weekend.

Il ritmo c’è, ora serve trasformarlo in punti

Gasly guarda a Singapore: «La vettura c’è»

Il punto di partenza per Gasly è rappresentato proprio dalle prestazioni mostrate dall’Alpine nelle ultime gare. La vettura ha evidenziato una velocità incoraggiante, ma il risultato finale non ha sempre rispecchiato quanto mostrato in pista. È questo il principale aspetto che il francese vuole cambiare a Singapore, senza però perdere la fiducia nei progressi compiuti dalla squadra.

«Devo dire che il ritmo è stato davvero buono negli ultimi weekend. Purtroppo, non siamo riusciti a tradurlo in punti», ha ammesso Gasly.

Una difficoltà che, però, non ha intaccato il suo ottimismo: «La vettura c’è, la squadra c’è e non vedo l’ora che arrivino i prossimi weekend e cercherò di trarre il positivo dagli ultimi weekend, imparando dagli errori che abbiamo commesso».

Singapore offrirà però condizioni tutt’altro che semplici. In quest’ottica, la presenza della Sprint renderà il fine settimana più intenso, mentre il passaggio dalle sessioni pomeridiane a quelle notturne aggiungerà un’ulteriore variabile alla preparazione. Gasly sa quindi che sarà necessario adattarsi rapidamente, ma ritiene che l’Alpine possa comunque inserirsi nella lotta per le posizioni che contano:

«Penso che dovremmo essere in lizza. Sarà un weekend impegnativo anche con le gare Sprint, condizioni diverse, pomeriggio, notte, ecc. Quindi non sarà un weekend semplice, ma penso che dovremmo esserci».

Caldo e muri: Gasly accetta la sfida di Singapore

Oltre alla componente sportiva, uno degli ostacoli principali sarà rappresentato dalle condizioni ambientali. Il caldo e l’umidità di Singapore metteranno a dura prova i piloti e Gasly ha scelto di prepararsi in modo particolare, cercando di abituare gradualmente il proprio corpo a un clima così impegnativo. Il francese, però, ha già chiarito di non essere particolarmente convinto dall’utilizzo della tuta di raffreddamento.

«Non sono un grande fan del sistema di raffreddamento, quindi non lo indosserò. Non credo che lo userò», ha spiegato.

La sua strategia è stata invece quella di trascorrere più tempo possibile all’aperto per adattarsi al clima:

«Martedì però sono stato al campo da golf, ieri ho passato un po’ di tempo semplicemente a passeggiare, ho giocato a calcio con i ragazzi, insomma, per abituare il corpo al caldo».

Anche il passaggio dalla Malesia a Singapore ha avuto un ruolo nella preparazione del pilota Alpine. L’esperienza vissuta nel precedente appuntamento, caratterizzato già da temperature elevate e forte umidità, ha permesso a Gasly di affrontare la nuova sfida in maniera più graduale. «Penso che sia stato un bene essere in Malesia, dove faceva già molto caldo ed era molto umido. Quindi è stata una transizione graduale. Ma qui sembra che faccia ancora più caldo e che ci sia ancora più umidità che in Malesia», ha raccontato.

Il clima non sarà però l’unica difficoltà. Gasly apprezza particolarmente i circuiti cittadini proprio perché obbligano il pilota a trovare il limite senza mai superarlo. A Singapore, dove ogni errore può trasformarsi immediatamente in un contatto con le barriere, questa caratteristica sarà ancora più evidente.

«Adoro i circuiti cittadini. Penso che ti rendano molto umile all’interno della vettura, nel senso che devi affrontarli con umiltà. Se superi anche solo leggermente il limite, finisci contro il muro», ha spiegato Gasly.

Ed è proprio questo equilibrio tra rischio e controllo a rendere questi tracciati particolarmente affascinanti per il francese:

«È anche una situazione ad alto rischio, ma con grandi ricompense. Quindi, se corri molti rischi e la mossa va a buon fine, ne vale davvero la pena. Ma poi c’è una linea sottile tra essere al limite assoluto e fare la figura dell’idiota. Quindi è una bella sfida».

Gasly arriva quindi a Singapore con una fiducia costruita soprattutto sul ritmo mostrato dall’Alpine nelle ultime gare. Il passo della vettura sembra esserci, ma ora il francese vuole riuscire a trasformarlo in punti, affrontando un weekend reso ancora più complesso dalla Sprint, dal caldo e dalle caratteristiche del circuito cittadino. L’obiettivo è chiaro: sfruttare il potenziale della macchina senza oltrepassare quella sottile linea che, a Singapore, separa una grande prestazione da un errore.

Foto copertina x.com

Foto interna x.com

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