Leclerc oltre i limiti: «Ho chiuso gli occhi e ho staccato la testa»
10/10/2026 18:29:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Il secondo posto ottenuto da Charles Leclerc potrebbe sembrare un risultato normale per una Ferrari in lotta nelle posizioni di vertice, ma le sensazioni del monegasco nella giornata di oggi raccontano una storia diversa.

Dopo un venerdì molto incoraggiante, il pilota della Scuderia ha dovuto affrontare una qualifica ben più complicata del previsto, trovandosi al volante di una monoposto che non gli trasmetteva la fiducia necessaria nei punti più delicati del tracciato. Eppure, proprio nel momento decisivo, Leclerc è riuscito a tirare fuori un giro di altissimo livello, conquistando una prima fila che vale probabilmente più di quanto dica il cronometro.

Leclerc ha dovuto fidarsi del proprio talento più che delle sensazioni della vettura

Leclerc oltre i limiti: «Ho chiuso gli occhi e ho staccato la testa»

Fin dall'inizio della sessione, il feeling tra Leclerc e la sua Ferrari non è stato quello visto nelle qualifiche Sprint del giorno precedente. Il monegasco ha ammesso apertamente di aver avvertito qualcosa di diverso, lasciando intendere che il team analizzerà eventuali modifiche di assetto effettuate prima delle qualifiche.

«In Q1 e Q2 il feeling non c'era. Guarderemo se c'è stato qualcosa di un po' strano nel cambiamento di setup».

Il problema principale riguardava soprattutto la fiducia in frenata, uno degli aspetti più importanti su un circuito con i muri estremamente vicini, dove i piloti devono attaccare l'ingresso in curva per fare la differenza.

«La macchina sembrava andare dritta in frenata. Quindi in Q3 andare a frenare quei 5-10 metri dopo con una macchina che non ti dà fiducia in frenata non è il massimo».

È proprio qui che emerge il valore del giro conclusivo. Consapevole di non avere il feeling ideale, Leclerc ha scelto di assumersi maggiori rischi nel momento decisivo.

«In Q3 ho letteralmente chiuso gli occhi, ho sconnesso il cervello».

Una frase che rende perfettamente l'idea dello sforzo richiesto al pilota. Quando la fiducia nella vettura non è totale, trovare gli ultimi decimi significa affidarsi quasi esclusivamente all'istinto e alla sensibilità di guida. Il secondo posto assume quindi un significato diverso rispetto a quanto suggerisca il semplice cronometro.

La pole è sfuggita, ma la vera preoccupazione riguarda la gara

Nonostante qualche difficoltà nel settore finale, Leclerc ritiene di aver estratto praticamente tutto il potenziale disponibile dalla vettura.

«In curva 13 ho fatto un pochino fatica, ma riguardando il giro di Max e Lewis abbiamo fatto tutti fatica lì con il surriscaldamento delle gomme».

Il confronto con Verstappen e Hamilton conferma che il problema non ha riguardato soltanto la Ferrari, ma è stato legato alle condizioni incontrate da diversi piloti nel momento decisivo della sessione.

Se la qualifica lascia spazio a una moderata soddisfazione, è invece la gara a generare le maggiori preoccupazioni. Leclerc teme infatti che il vantaggio della Red Bull in termini di velocità di punta possa rendere estremamente complicata qualsiasi possibilità di attacco.

«Per domani non credo avremo abbastanza velocità per superare in rettilineo perché la Red Bull è troppo forte lì».

Per questo motivo, il ferrarista individua nella partenza il momento chiave dell'intero Gran Premio.

«O li superiamo in partenza o sarà molto difficile».

Parole che mostrano come, nella sua visione, la lotta per la vittoria possa dipendere dai primi metri di gara. Se Verstappen dovesse mantenere la leadership, la superiorità della Red Bull sui rettilinei rischierebbe di rendere molto complicata qualsiasi strategia offensiva da parte della Ferrari.

In ottica Ferrari, inoltre, sarà interessante capire quale approccio adotterà il team qualora si presentasse un'opportunità concreta per attaccare Verstappen. Negli ultimi anni, la Scuderia non ha sempre sfruttato al meglio la presenza di due vetture nelle posizioni di vertice, anche perché individuare un primo e un secondo pilota non è semplice quando entrambi sono in lotta per risultati importanti. Situazioni simili hanno spesso acceso il dibattito sui giochi di squadra e sulle strategie condivise tra i piloti.

Se il ritmo dovesse confermare le preoccupazioni espresse da Leclerc, la Ferrari potrebbe trovarsi nella condizione di dover ragionare come una squadra e non soltanto come due piloti impegnati in battaglie individuali. In una gara in cui superare potrebbe rivelarsi estremamente difficile, ogni scelta strategica potrebbe avere un peso decisivo nella lotta per la vittoria. Sarà quindi importante prendere una decisione tempestiva, evitando quanto accaduto in mattinata alla McLaren, dove la mancanza di una scelta chiara ha contribuito al contatto tra i compagni di squadra e a un bottino finale di appena un punto.

Foto interna x.com

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