Red Bull, dai guasti alla vittoria: il lavoro nascosto sulla vettura
12/10/2026 10:30:00 Tempo di lettura: 2 minuti

Nelle ultime due gare del campionato è sembrato di vedere un copione già noto: Max Verstappen domina ogni sessione, dalla gara alla qualifica, senza lasciare ad alcuno la possibilità di attaccarlo. Quest’anno, però, va dato alla Red Bull il grandissimo merito di aver rimesso in piedi una vettura poco competitiva, piena di errori e sistemi che non funzionavano; basta ricordare che a Monaco, dopo un sabato eccezionale, l’olandese non è neanche partito per un guasto.

Tra Baku, Sepang e Singapore, la RB-22 ha cancellato gli spettri del passato, spinta anche dal suo capitano affamato di vittorie. “La macchina è diventata più facile da guidare, più prevedibile, ed è quello che mi serviva per fare l’ultimo salto in avanti. Spero di poter continuare così, anche se non ci giochiamo il campionato, Kimi è avanti anni luce. A questo punto non importa se arrivo secondo, terzo o quarto, voglio solo divertirmi”, ha detto Verstappen ai media per descrivere il suo ultimo periodo.

Anche lo scorso anno la Red Bull aveva avuto una crescita vertiginosa nelle ultime gare, tanto da minacciare il titolo di Norris e Piastri. Tuttavia, i problemi e l’approccio alla vettura del 2025 e del 2026 sono diversi, come spiegato dallo stesso pilota: “In questa stagione abbiamo dovuto introdurre fisicamente dei nuovi componenti, in quella passata era una questione di assetto. Dalla prima gara ad adesso abbiamo imparato molto, abbiamo risolto alcuni dei nostri problemi e delle debolezze”.

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