Honda ormai sotto accusa: Alonso e la Aston erano da pole a Sepang.
16/10/2026 21:30:00 Tempo di lettura: 4 minuti

La stagione disastrosa che il binomio Aston Martin - Honda sta attraversando in questo 2026 caratterizzato dai tanto discussi nuovi regolamenti rimarrà probabilmente negli annali come una delle più grandi delusioni, in proporzione alle aspettative e alle risorse messe in campo.

Valutato su questi parametri, il tonfo del team di Silverstone supera per certi versi quello che vide, curiosamente, coinvolta sempre la Honda nella partnership con McLaren nel 2015.

I problemi di allora sono gli stessidi oggi: mancanza di potenza e di affidabilità, ma oggi a tutto questo si aggiungono problemi strutturali e vibrazionali che hanno un impatto persino sui piloti, rendendo loro, a tratti, impossibile la guida.

In questo scenario, non sorprende che circolino molte voci che raccontano di un Lawrence Stroll esasperato e pronto a chiudere al più presto la collaborazione con lo storico costruttore nipponico, soprattutto dopo gli enormi sforzi profusi nella AMR26 e nella sua versione riveduta e corretta introdotta in occasione del Gran Premio di Ungheria.

Quanto imputare al telaio e quanto al motore?

Honda ormai sotto accusa: Alonso e la Aston erano da pole a Sepang.
Non sorprenderebbe neppure che il magnate canadese possa aver commissionato un'analisi interna simile a quella che John Noble ha pubblicato oggi per "The Race", nella quale si è cercato di scindere il contributo della fallimentare Power Unit Honda da quello del telaio realizzato dal team di Silverstone.

L'obiettivo è semplice: capire dove si troverebbe l'Aston Martin se disponesse di un motore all'altezza.

Partendo dalla migliore qualifica di Alonso, il dodicesimo posto di Sepang, ci si accorge che il divario cronometrico di circa 2 secondi e 90 millesimi è stato ottenuto a fronte di un ritardo accumulato, solo sui rettilinei, di 2,338 secondi.

In sostanza, senza il motore Honda, Alonso avrebbe potuto persino siglatre la pole position.

Il ragionamento è stato proposto ammettendone il carattere volutamente molto semplificativo, ma volto comunque a stimolare un'analisi più approfondita che permetta di comprendere chi, tra le due parti, telaio e motore, abbia veramente fatto dei progressi a partire dall'Ungheria, ovvero da quando sono stati introdotti gli upgrade.

L'analisi condanna Honda. Stroll riflette sul futuro?

L'analisi sulle gare da allora disputate, che ripartisce il ritardo dalla pole position imputandolo al motore quando l'acceleratore è a piena potenza e al telaio negli altri tratti, è purtroppo lapidaria e non potrà che far dispiacere a Stroll Senior.

Se è evidente che il telaio ha effettivamente delle qualità positive che si stanno cercando di comprendere e coltivare e che stanno portando dei benefici, il motore Honda, per contro, sembra invece essere regredito aggiornamento dopo aggiornamento.

È evidente che in Aston Martin avranno una ricostruzione molto più dettagliata di quella che sia possibile realizzare non disponendo che di una limitata fonte di dati, non è però irrealistico immaginare che l'analisi completa sia da molto tempo sulla scrivania di Lawrence Stroll e che sia lo strumento con il quale decidere se continuare con Honda o recidere definitivamente questa collaborazione finora infruttuosa.

Fonte www.the-race.com

Foto di copertina e interna di Peter Kiss / WHYOUT Images

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