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Gp Cina 2014 - Gara

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E’ una vera monocrazia Mercedes. Lewis Hamilton fa suo il quarto appuntamento 2014 e coglie la terza vittoria consecutiva (prima volta in carriera), regalando il quarto pieno centro al suo team, ormai involato verso grandi obiettivi. Dopo aver firmato la sua 34esima pole position (davanti a lui solo Schumacher, Senna e… Vettel!) e conquistato senza problemi la sua 25esima vittoria (superando Fangio e collocandosi al fianco di nomi come Clark e Lauda, suo attuale capo in Mercedes), Lewis Hamilton sta iniziando a mettere il suo marchio su questo mondiale. Non ha ancora ottenuto la leadership nel campionato ma è solo questione di tempo, anche perché i punti che lo separano dal suo compagno Nico Rosberg sono veramente pochi e al tedesco non basterà piazzarsi secondo per difendere la testa della classifica. I numeri del dominio Mercedes fanno veramente paura e annichiliscono qualunque tentativo di sfida da parte dei rivali. Basta dare un’occhiata ai due campionati, per tornare al discorso di poco fa: il duo Rosberg/Hamilton è quasi a quota ottanta punti, circa il doppio di Fernando Alonso, diretto inseguitore in terza posizione (dopo sole quattro gare). Nel campionato Costruttori meglio non parlarne del tutto: la Mercedes ha doppiato due volte i team che la inseguono direttamente (Red Bull, Force India, Ferrari).



Sono questi i dati impressionanti di un dominio annunciato ma dall’inesorabilità non prevista. Il tracciato di Shanghai, caratterizzato da curve lunghe e veloci, nonché da diversi tratti a farfalla aperta al massimo, è un terreno di sfida diverso da Melbourne e da Sakhir (Bahrain) ma comunque assolutamente idoneo alla superiorità della Mercedes W05. Una superiorità decisa ma non demolitiva, nel senso che stavolta i distacchi hanno avuto un margine di accettabilità importante. Hamilton è riuscito a ritardare notevolmente la sua prima sosta, sorprendendo ancora una volta per la capacità della sua monoposto di far durare a lungo le Pirelli. Fernando Alonso, dopo aver superato Sebastian Vettel (bravo allo start, un po’ meno nel prosieguo…) grazie a una migliore tattica ai box ed essersi portato in seconda posizione, era a pochi secondi da Lewis al suo rientro dalla pit lane. Segno che la Ferrari ha fatto importanti progressi (dovuti anche a una pista più “amica” con la F14 T) ma anche che la Mercedes non è stata totalmente invulnerabile. Certamente piccoli nei, dal momento che nel finale di gara la rimonta di Nico Rosberg sullo stesso Alonso ha avuto un che di ineluttabile nonostante l’ottima prestazione dello spagnolo, riportando così i valori in campo al loro stato naturale. Cioè la terza doppietta consecutiva, roba che ricorda la McLaren del 1988 o, per non andare lontano, la Red Bull di un anno fa nella seconda metà del mondiale (anche se non sempre Webber era appaiato a Vettel, anzi…).


Il miglioramento Ferrari è stato certamente un piccolo segnale di incoraggiamento soprattutto per il nuovo team principal del Cavallino, Marco Mattiacci, momentaneo osservatore di poche parole e con l’aria molto concreta che ha saputo farsi strappare dalla stampa “solo” la semplice promessa che la sua squadra combatterà (senza specificare, con quella che avrebbe potuto essere facile demagogia, per quale posizione). Un atteggiamento solido e silenzioso, che ricorda vagamente Kimi Raikkonen. Il finlandese, ancora una volta, ha perso il confronto con il suo compagno di squadra, vivendo un disagio con la monoposto che si protrae da inizio stagione: solamente ottavo il piazzamento finale del driver Ferrari, a quasi un giro dal vincitore ma soprattutto a quasi un minuto da Fernando Alonso. Troppo, per un campione del mondo (due volte vice).


L’argomento del confronto tra compagni, infatti, rischia di diventare un tema molto caldo. Nonostante abbia cercato di mascherare un po’ di disappunto, Nico Rosberg sta lentamente cambiando espressione man mano che passano i gran premi. Certamente a causa del fatto che Hamilton lo sta ripetutamente battendo sul campo, creando la consapevole certezza che il team dovrà puntare su di lui per la conquista del titolo. Un discorso certo prematuro dopo sole quattro gare, ma che sembra non esistere ad esempio nel team Red Bull, dove ancora una volta a Sebastian Vettel è stato chiesto di farsi da parte per lasciare passare Daniel Ricciardo, il quale puntava al podio poi conquistato da Alonso. Un momento terribile per il campione in carica, che di fatto ha subìto una dura lezione dal suo giovane nuovo compagno: 24 secondi di distacco al traguardo (maturati nell’arco di una frazione di gara) sono pesantissimi da digerire per un pluriridato che fino allo scorso anno poteva permettersi quel che voleva con Webber e con i team order (vedi Sepang 2013). Le certezze con le quali la Formula Uno si avvia verso il prossimo appuntamento (Gp Spagna, tra tre settimane) sono date dalla superiorità Mercedes in ogni situazione, non una novità, e dal fatto che la Ferrari è stata in grado di dominare sulla Red Bull e sugli altri team rivali. Un dato assolutamente non scontato, se si considera dov’era il Cavallino solo due settimane fa…
 

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- Formula1.it
Lewis Hamilton conquista la sua terza vittoria consecutiva ma la Ferrari c''è e ottiene il primo podio ...

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