Gp Cina 2016: Gara

Sul circuito di Shanghai è andato in scena il terzo atto della stagione: Nico Rosberg adesso fa davvero paura e dopo sole tre gare dall’inizio del mondiale ha già iniziato la fuga iridata. Terza vittoria su tre appuntamenti per lui, che così allunga la serie ininterrotta di primi posti iniziata nel finale della scorsa stagione (siamo a sei!). A nulla è servita la bella partenza di Ricciardo, secondo ieri in qualifica; a nulla sono valsi gli sforzi di una Ferrari che si è azzoppata da sola e che ha dovuto poi fare la gara tutta in rimonta: Nico e la Mercedes escono da questo weekend imbattuti e imbattibili, nonostante le premesse facessero pensare a una sfida più serrata e meno scontata.

Stavolta sembra che la Mercedes abbia tirato fuori tutto il proprio potenziale, dominando così in modo netto e indiscutibile tutto il gran premio. Neanche l’ottimo stato di forma della Ferrari, infatti, avrebbe potuto scalfire il risultato finale del team tedesco, che continua ad avere un margine di superiorità non da poco e ottime risultanze nel degrado degli pneumatici Pirelli. Una vittoria contornata anche dalle sventure altrui, perché dietro la vettura di Rosberg è successo di tutto sin dai primi metri: partenza, via e già alla prima curva ecco il contatto che non ti aspetti (un semplice incidente di gara) tra Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, che dovrà poi rientrare ai box per sostituire l’ala anteriore. Pochi chilometri dopo, poi, c’è stata anche la foratura di Ricciardo, fortunato nel trovarsi praticamente subito in ingresso box.


La gara difficile della Ferrari si è trasformata in un’occasione perfetta per portare a termine una gran rimonta, cosa in effetti accaduta con entrambi i piloti. Vettel si è trovato per più di una volta con l’ala anteriore danneggiata e nonostante tutto è riuscito a lottare con grande determinazione, ottenendo il miglior risultato possibile nella giornata odierna: la seconda posizione alle spalle di Rosberg. Lo stesso si può dire per Kimi Raikkonen: il finlandese ha avuto la peggio nel contatto iniziale e nonostante tutto ha chiuso in quinta posizione, confermando la bontà sia propria che della monoposto di quest’anno. Grande desaparecido di questo gran premio è stato Lewis Hamilton: anche l’inglese, partito dal fondo per la sostituzione di componenti della power unit, ha subìto gravi danni all’ala anteriore nelle fasi iniziali e ha dovuto rimontare come le Ferrari.

Una prestazione un po’ inspiegabile, quella di Hamilton, se messa a confronto con la gara spaziale del suo compagno di squadra. Con una Mercedes così, ci si sarebbe aspettato che il campione in carica rimontasse ben oltre la settima posizione finale, suo risultato odierno. Viene da pensare a un Hamilton non al 100%, sicuramente destabilizzato dalla costanza e dalla serenità con cui invece Rosberg sta conquistando ogni singolo appuntamento iridato. La spiegazione più pratica, però, potrebbe essere un danno non visibile al fondo vettura, causato dalla famigerata rottura dell’ala e da un breve fuoripista sulla ghiaia che ne è seguito. Quel che è certo, è che Nico ha già spiccato il volo in classifica, mentre Lewis sta arrancando pericolosamente. E, si sa, i punti persi a inizio stagione diventano pesantissimi quando ci si avvia verso la fine del campionato.

Su questo circuito sono venute fuori le doti telaistiche della Red Bull, che dopo una buona qualifica è salita sul podio con Kvyat, molto aggressivo alla prima curva e probabile miccia che ha innescato (noi crediamo senza troppe colpe) il successivo contatto tra le due Ferrari, che non sono partite bene. Un podio molto prezioso, arricchito dal quarto posto di Ricciardo, che sperava di poter salire anche lui sul podio dopo le ottime premesse. Ancora una volta la Toro Rosso si conferma come team da top ten: ottavo posto per Verstappen e nono per Sainz. Fuori dai punti, invece, la McLaren: solo dodicesimo Alonso e tredicesimo Button. Da questo team, al secondo anno col motore Honda, ci aspettiamo come minimo un piazzamento costante a punti. Flop per la Haas, che dopo l’inizio scintillante di campionato, si è un po’ persa nelle retrovie (complice un possibile problema tecnico sulla vettura di Grosjean a fine gara). Gara incolore per la Renault, diciassettesima con Magnussen e addirittura ultima con Palmer.


Va notato che tutte le ventidue monoposto hanno tagliato il traguardo e che l’ultimo classificato ha subìto un distacco di solo un giro dal vincitore (negli anni passati il team Marussia, ora Manor, ci aveva abituati a manciate di giri di ritardo…). Il bilancio Mercedes è chiaro e roseo, quello Ferrari va letto nella giusta maniera: lo scorso anno, a questo punto, si erano già ottenuti risultati migliori. Ma quel che conta è che il Cavallino c’è ed è sempre più rampante: nessun guasto nella gara odierna, una Ferrari sempre a podio sin da Melbourne e la velocità ritrovata. Bisogna solo far maturare al meglio questi ingredienti e continuare ad andare all’attacco senza indugi. Prossimo appuntamento tra due settimane in Russia.

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