Tori scatenati

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La vittoria di Ricciardo è davvero una sorpresa?

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Il Gran Premio di Cina è stato deciso dalle monoposto con il logo del toro energetico: l’irriconoscibile Gasly (3) ha speronato il compagno Hartley provocando l’intervento della safety car che ha rimescolato le carte in tavola, consegnando la matta ai due “cugini” della Red Bull (10): e mentre Ricciardo (10 e lode) ha giocato ottimamente la nuova mano, con una raffica di sorpassi eccellenti che l’hanno portato in vetta, ancora una volta Verstappen ha visto rosso, mandando KO l’incolpevole Vettel.

Ma in realtà la gara la Ferrari (voto 2) l’aveva già persa ieri nel Q2, con l’incomprensibile scelta di qualificarsi con le gomme gialle. La Mercedes (8) ha vestito i panni della mantide religiosa, riversando sulla scuderia di Maranello le proprie difficoltà nel consumo delle gomme e costringendola in questo modo ad adottare l’assurda strategia della singola sosta ai box. Non abbiamo i dati della telemetria sotto mano, ma non ci vuole un Nobel per capire che con una banalissima gara a tre stint Vettel avrebbe potuto cogliere il terzo successo consecutivo. Nei giri finali Ricciardo, che in qualifica era più lento di quasi un secondo, con le gomme soft bastonava Raikkonen, con le dure nuove, ad ogni curva.


Veramente sopraffina la tattica psicologica messa in campo dalla squadra di Stoccarda che è dapprima riuscita nell’incredibile beffa dell’undercut di Bottas su Vettel (6 secondi in un giro, incluso un pit piuttosto lento di Vettel), e poi ha sfruttato le dinamiche della gara per portare entrambi gli scudieri davanti alle Ferrari che, col missile che si trovano sotto le chiappe, avrebbero dovuto vincere con mezzo giro di vantaggio.

Invece Vettel (6), dopo aver tenuto bene la posizione in partenza, non è più riuscito ad impensierire Bottas (7) che con la mescola bianca aveva portato il cavallino rampante al proprio (basso) livello. Il finlandese non ha certo brillato, ma sul suo piatto c’è la concretezza dei risultati ottenuti da chi gioca con cautela le proprie possibilità mantenendo i nervi saldi. Ottimo il giro d’uscita dai box, un po’ meno gli attacchi a Raikkonen e la difesa su Ricciardo.

Raikkonen (5) continua la fase Dr Jekyll e Mr. Hyde: tanto implacabile il sabato quanto inebetito la domenica. Perde due posizioni alla partenza e non riesce a superare una Mercedes che va più lenta di un secondo nei giri finali. Bravo tutto sommato a non creare problemi al compagno di squadra, parte della sua gara è stata sacrificata proprio per favorire il riavvicinamento del tedesco su Bottas.

Hamilton (4) è imprigionato nel proprio personaggio: un fuoriclasse da copertina quando ha la macchina più forte, un anonimo pilota in depressione quando c’è da tirare fuori gli artigli. Uniche note positive nella scialba gara di oggi: la bella difesa su Verstappen e i punti incredibilmente guadagnati su Vettel, che lo rimettono nella carreggiata del mondiale.

L’altro argomento della giornata è ovviamente l’ennesimo incidente di Verstappen (1). Seguendo la logica di chi, nelle dinamiche dell’incidente di Singapore 2017, metteva sul banco degli imputati Vettel, anche in questo caso ci sarebbe da obbiettare che il tedesco, consapevole di chi aveva alle spalle, avrebbe dovuto saggiamente fermarsi al lato della pista per evitare problemi, tanto più che il sorpasso, in questo caso sì, era davvero impossibile da evitare. Per fortuna non ci abbassiamo allo stesso livello di prostituzione intellettuale di chi ama fare polemiche da tastiera e ci limitiamo a constatare, per l’ennesima volta, che l’olandese andrebbe davvero fermato per qualche Gran Premio. Pensavamo che dopo il finale di stagione avesse acquisito quel minimo di maturità necessaria per consacrarsi ad alti livelli, ma anche oggi ha dimostrato la pasta di cui è fatto. L’incidente con Vettel è figlio di uno spirito che vive nell’impunità e crede che la strada sia tutta a proprio appannaggio, e quei ridicoli 10 secondi di penalità non possono essere sufficienti a ripagare i tanti punti persi dalla Ferrari a causa di un contatto scellerato. In attesa che il giovane sbruffone incontri qualcuno che gli faccia capire come gira il mondo, aspettiamo il prossimo incidente.

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