Raikkonen, Mclaren? mai dire mai

Raikkonen, il mio futuro in Mclaren? Mai dire mai

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È un Kimi Raikkonen pimpante, carico e sorridente quello che si èpresentato al Red Bull Ring per la nona gara della stagione 2018, chiaramente rigenerato dopo il podio al Paul Ricard, che gli hanno anche allontanato le numerosissime voci su un suo possibile ritiro alla fine della stagione. o addirittura di una sua possibile sostituzione in corsaa vantaggio di Charles Leclerc.

Queste sono solo le ultime di una lunghissima serie di voci che si sono susseguite nel corso dei mesi per quanto riguarda il futuro di Kimi, ma in passato ne sono uscite anche delle altre come un suo possibile ritorno nel mondo dei rally (dove aveva gareggiato dal 2009 al 2011 quando si era allontanato dalla F1) con la Toyota.

L'ultimissima voce invece, arrivata ieri dall'Inghilterra, parla invece di un Kimi Raikkonen fortemente corteggiato dalla McLaren per andare a sostituire Fernando Alonso a partire dalla prossima stagione.

Questa opzione rappresenterebbe un ritorno al passato per Kimi, poiché egli tornerebbe nel team con cui ha gareggiato dal 2002 al 2006, ma andrebbe anche a contrastare con la volontà da anni espressa dallo stesso Kimi, ovvero quella di finire la sua carriera in F1 con la Ferrari.

In merito a questa sua volontà, da lui più volte espressa, Raikkonen, nel corso della conferenza stampa del Giovedì, ha dichiarato:

"Non saprei davvero. Avevo già chiuso alla Ferrari diversi anni fa e non avrei mai pensato che sarei tornato, quindi non si può mai sapere cosa può succedere in futuro. Come sempre ci sono tante chiacchiere, ma non sono troppo contento di commentarle. Vedremo cosa succederà, ma non c'è molto altro da aggiungere".

Dichiarazioni che in qualche modo dicono tutto e niente, poiché non vanno a scartare nessuna opzione, ne quelle di un possibile ritiro con la Rossa, ne tantomeno quelle di un possibile futuro a Woking per il Finnico, che anzi, come è solito fare in questi casi, non smentisce in maniera categorica la voce.

Voce, che invece Kimi sembra in qualche maniera alimentare quando parla del suo primo addio con Ferrari, quasi volendo fare un paragone con il suo primo (e fino a questo momento unico) addio con Mclaren, team con cui a partire dal 2019 potrebbe replicare quanto fatto con il team di Maranello, nel quale dal 2014 ha avuto una seconda avventura.

Quando poi a domanda specifica, se ha avuto dei conatti con il team Ingelse, il campione del Mondo 2007 replica in maniera ironica ma curiosa:

"Sì, certo, ho parlato con la McLaren, ma soprattutto in passato, quando guidavo per il loro team.
Chiaramente non ho alcun interesse a farmi coinvolgere in queste voci. Vi piacerebbe sapere se ho già parlato, vero? Prendetela come volete, non credo che quello che dico io possa condizionare le vostre opinioni. Decidete voi quello che è vero o quello che non è vero, indipendentemente da quello che dirò io".

Anche in questo caso, il pilota di Espoo non dasmentisce del tutto i rumors che stanno circolando, ma va ad alimentarli, dicendo che ha parlato con Mclaren quando era un loro pilota.

Tutto questo però, se letto tra le righe, pottebbe essere una conferma di un approccio tra le parti, in quanto il team di Zack Brown ha ricevuto "no" da tutti i piloti sondati, partendo da Alonso ormai concentrarto verso l'Indycar, passando per Ricciardo ormai prossimo al rinnovo con Red Bull, fino a Carlos Sainz, felice in Renault e sempre pronto as andare in Red Bull nel caso del mancato rinnovo di Daniel Ricciardo.

Il pilota numero sette del Cavallino ha poi analizzato le sue reali possibilità di essere ancora in lotta per la conquista del titolo Mondiale:


 

 "Sicuramente ci sono ancora tantissimi punti in palio, anche se siamo un pochino indietro. La mia posizione non è ideale, perché sono successe alcune cose negative in alcune gare che non siamo riusciti a concludere e questo ci ha messi in una posizione complicata. A parte questo, siamo andati abbastanza bene, quindi cerchiamo di andare avanti così, di stare lontani dai problemi e di fare delle buone gare come lo scorso weekend. I piccoli problemi che abbiamo avuto ci hanno messo in una condizione non ideale, ma non disastrosa".

Condizione non ideale, ma non disastrosa, che di fatto non preclude a Kimi nessuna ambizione iridata, ma solo dal punto di vista della matematica, poiché è ormai chiaro da alcune gare, dopo che il suo ritirato dal compagno di squadra Vettel è notevolmente aumentato, che Raikkonen dovrà da qui in avanti dare il massimo, sia per se, ma anche e soprattutto per la squadra e per aiutare al massimo Seb Vettel nella sua corsa iridata, essendo pronto, sempre a togliere punti preziosi ai rivali più diretti del Tedesco.

In seguito, l'ultimo Campione del Mondo con Ferrari, ha risposto alle "provocazioni" di alcuni giornalisti che gli hanno chiesto se la sua bella gara al Paul Ricard sia stata merito del crash in curva uno da parte di Vettel:

"Sostanzialmente è dipeso dalla conformazione del circuito e dalla possibilità di effettuare dei sorpassi, mentre nelle gare precedenti tutti hanno più o meno mantenuto la loro posizione. Al Paul Ricard c'è stata la possibilità di gareggiare e quindi è stato più divertente, ma quello che è successo in gara dipende soltanto da questo. E' stato qualcosa di normale, non ci sono stati dei piani diversi tra me ed il mio compagno. Il fatto che lui sia davanti o dietro di me non ha un peso".

Risposta forte a chi magari crede che la presenza, e il continuo confronto, con Vettel sia un peso per Kimi Raikkonen, che in qualche modo va a ribadire il suo sentirsi alla pari del team mate, e non inferiore come molti sostengono da tempo.

Per concludere, Iceman, ha commentato gli errori che da qualche gara, ha iniziato a commettere nelle fasi cruciali del weekend, ossia il Q3, qualificandosi indietro e di conseguenza complicandosi la vita, cioè la gare:

"Credo che dobbiamo ottenere sicuramente dei risultati migliori e che dobbiamo cercare di partire più avanti, perché le gare poi alla domenica sarebbero più semplici, anche perché nelle ultime uscite non è mai stato facile superare. Siamo sempre stati discreti come rendimento fino alle qualifiche, ma purtroppo abbiamo quasi sempre sbagliato l'ultimo tentativo. Ed è lì che dobbiamo provare a migliorare qualcosa".

Errori fatali, quelli nel Q3, che vanno a rovinare delle buone prestazioni che Kimi mette in mostra in tutte le sessioni di prove libere, e che di fatto lo mettono in crisi nelle sue gare, e mettono in crisi il muretto Ferrari nella gestione delle strategie.
 


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