Cosa resta di Interlagos

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Alcune considerazioni a latere del GP del Brasile

  1. Al netto della manovra di Ocon, incomprensibile più che scorretta in sé (perché un doppiato deve tirare una staccata al limite sul leader della gara, solo per sdoppiarsi?), e delle teorie su un possibile piano Mercedes, di cui la Force India è una specie di team-B, per danneggiare Verstappen, resta la poca lungimiranza dell’olandese, che non si aspettava la manovra di Ocon ma all’uscita della curva 2 non poteva non vederlo; sei in testa, stai largo e fallo passare…
     
  2. E’ ormai acclarato che la Mercedes, senza i coprimozzi forati, ha avuto per tutta la stagione grossi problemi in gara con le temperature delle gomme, e questo accorgimento, legale o illegale che fosse, ha consentito a Hamilton di vincere le 4 gare consecutive (Monza, Singapore, Russia e Giappone) che gli hanno di fatto consegnato il titolo. D’altra parte, la Ferrari ha utilizzato, fino a Monza, il doppio sensore per la batteria, che garantiva maggiore trazione e maggiore velocità di punta. Anche questo sistema, che non è comunque bastato alla rossa per accumulare un consistente vantaggio in classifica, soprattutto per gli errori di Vettel, pur non essendo mai stato messo ufficialmente sotto investigazione, è stato ad un certo punto eliminato dalla Ferrari, cosi come la Mercedes ha riempito, di sua volontà, i coprimozzi; evidentemente entrambe pensavano che questi due strumenti fossero alla limite della legalità. La domanda è; considerate le prestazioni della Red Bull, specie nel finale di stagione, se Ferrari e Mercedes non avessero utilizzato tali accorgimenti fin dall’inizio, le classifiche finali del campionato potevano essere diverse?
     
  3. Il buon finale di stagione di Raikkonen non deve suscitare rimpianti a Maranello e tra i tifosi della rossa; la scelta di Leclerc, come dimostra anche la gara di ieri, è senz’altro giusta. Il pilota monegasco, che ha conquistato quest’anno 33 punti contro i 9 del compagno di squadra Ericsson, non solo non farà rimpiangere il finlandese, ma se Vettel è quello visto quest’anno, potrebbe anche rendergli la vita difficile
     
  4. Nel campionato degli altri, anche in Brasile il team ufficiale Renault ha deluso, con Hulkenberg ritirato e Sainz solo dodicesimo e doppiato. Quarta nella classifica costruttori solo grazie al cambio di proprietà della Force-India, nonostante ingenti investimenti, punto debole della Red Bull sempre in difetto di potenza rispetto a Mercedes e Ferrari, e alle prese con frequenti problemi di affidabilità, (tanto è vero che l’anno prossimo il team austriaco monterà il motore Honda, scelta anche questa alquanto rischiosa) la casa francese non ha finora rispettato le attese. L’arrivo di Ricciardo per il 2019 costituisce senza dubbio un valore aggiunto per la casa madre ma, considerato che in questo sport non si recuperano secondi distacco in pochi mesi, è difficile pensare che il pilota australiano possa lottare per vincere, almeno in tempi brevi

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