Vettel, Ferrari? un onore non una pressione, farò tutto per vincere

Vettel, Ferrari? un onore non una pressione, sono io il giudice di me stesso

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"Per quest'anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare".
Recitava così una famosa canzone di svariati anni fa.

Stessa spiaggia, stesso mare, quello di Hockenheim, per Sebastian Vettel, che torna nel luogo dove la sua carriera ba vissuto, 12 mesi fa, il punto più basso.

Un punto dal quale Vettel, in 365 giorni, ha purtroppo fatto fatica a rialzarsi, iniziando a commettere tutta una serie di errori che fino a quel monento non aveva mai commesso.

Oggi però, il Sebastian che si è visto in conferenza stampa è apparso molto sorridente, pimpante, quasi resettato e pronto a ripartire 12 mesi dopo dalla stessa pista dove ha inizato la fase forse peggiore del suo cammino in F1 e in Ferrari.

Per prima cosa, il pilota di casa, ha commentato quella che è stata la prima parte di stagione:

"Ci sono state occasioni in cui la macchina è andata molto bene, mentre in altre le cose sono state più difficili. Ma è piuttosto normale, perché nel corso della stagione si possono trovare diversi tipi di piste. Alcune di queste sono favorevoli alle caratteristiche della tua monoposto, mentre altre meno. Nelle ultime gare siamo riusciti ad avere un quadro piuttosto chiaro riguardo i problemi che abbiamo avuto a inizio stagione. Così siamo riusciti a fare progressi. Non siamo ancora dove vorremmo essere in termini di prestazioni, ma la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta. Stiamo provando diverse cose per migliorare. Alcune cose hanno funzionato, su altre siamo tornati indietro. Ci sono cose diverse dal passato, ma nulla a cui non ci si possa adattare".

Andamento altalenante, quello di Vettel così come quello della Rossa, dovuti all'estema sensibilità della Ferrari alle varie caratteristiche delle piste.
Finora infatti, la SF90 ha ben figurato solo su piste a lei congeniali, cioè quelle con lunghi rettilinei e poche curve medio-lente, mentre su piste più tecniche ha fatto molta fatica.

Fatica che, da Maranello stanno tentando di minimizzare lavorando molto sulla vettura, per eliminare quelli che sono i problemi di carico aereodinamico e sottosterzo.

Immancabile poi un commento su quello che è l'attuale stato di forma della Mercedes, senza dubbio favorita in Germania, e su Red Bull che ultimamente sembra in grandissima crescita:

"Sicuramente la Mercedes ha un vantaggio e questo è chiaro. Sembrano faticare in piste dove il degrado gomme è più alto, come in Austria. Ma dal punto di vista della velocità pura sono il punto di riferimento sia per me che per il team. Con Red Bull, invece, a volte abbiamo lottato assieme, altre volte siamo stati davanti o ci siamo trovati dietro. Ma il nostro obiettivo non è certo lottare con loro. Quello che vogliamo è lottare per le vittorie e per farlo ora devi essere a livello o anche superiore alla Mercedes".

Una Ferrari che, a questo punto si guarda intorno per valutare quelli che sono i rivali contro i quali lottare.
Mercedes, che è il punto di riferimento per tutti, che malgrado la crisi attuale resta il target prestazionale della Rossa, che vuole quanto prima arrivare a lottare con loro e batterli.

Ma facendo i conti con la realtà, la Red Bull appare come l'avversario più temibile e in grande crescita, quasi da emulare per quanto riguarda i tempi di reazione nello sviluppo della monoposto, che rischia di mettere a rischio il ruolo del team di Mattia Binotto come seconda forza nel Mondiale.

Come spesso accade, Seb sta finendo sotto la lente di ingrandimento dei media, dai quali viene accusato di non reggere la pressione di essere un pilota Ferrari.

Proprio su questo argomento Seb ha seccamente replicato:


"Per me poter correre per la Ferrari non è un fardello, ma un onore. Il nostro obiettivo è tornare a vincere. Se dovessimo riuscirci avremo possibilità di lottare per i titoli, ma dovremo farlo in modo costante. Sino a ora l'annata non è andata come volevamo, specialmente considerando le due precedenti, ma ora a mio avviso abbiamo imboccato la strada giusta se guardiamo il quarto complessivo, anche se non siamo dove vorremmo. Sappiamo che ci manca da fare l'ultimo passo, che è quello più importante".

Pressine positiva dunque, per Seb, che vede la sua avventura in Ferrari non come una pressione troppo forte da gestire, ma come un trampolino di lancio verso traguardi molto ambiziosi.

Traguardi che tutto il team Ferrari vuole raggiungere, e che sta spingendo tutto lo staff tecnico a dare il massimo negli upgrade della SF90 nel corso della stagione.
Lavoro duro, ma che non è, di fatto, ancora sufficiente, ma che non verrà di certo interrotto.

Sempre sull'argomento errori, Seb ha dichiarato:

"Io mi metto sempre da solo sotto pressione e non sono contento se le cose vanno male. Alcuni errori sono stati più grossi di altri. Se commetto un errore non sono felice. Io metto molta pressione su me stesso, anche di più di quello che mi può arrivare dal punto esterno. So quando faccio bene o male le cose. Sono il miglior giudice di me stesso e sono le regole su cui ho sempre giocato".

Approccio duro, ma efficace, quello del quattro volte Campione del Mondo che, non cerca alibi per i suoi errori, che lui stesso condanna, ma che senza dubbio sono frutto della sua volontà di dare sempre il massimo.

Massimo che anche domenica prossima Sebastian Vettel vorrà dare, davanti al suo pubblico di casa.
Dunque, per finire, ha espresso quello che sarebbe il suo desiderio per la gara di Domenica, senza fare troppi giri di parole:

"Domenica voglio vincere, questo è sicuro. Ma dobbiamo essere realisti. Non credo di essere favorito, ma abbiamo l'opportunità di farlo. Scopriremo nel weekend se riusciremo a ottenere quello che è il nostro obiettivo principale. Sarebbe bello festeggiare vicino a casa".


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