Michael Alpha

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Quella che avrebbe dovuto essere una passerella per le Mercedes di Hamilton (9) e Bottas (3) si è trasformata in una delle gare più emozionanti degli ultimi anni ...

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Avrebbe meritato la vittoria Hamilton? Sì

Quella che avrebbe dovuto essere una passerella per le Mercedes di Hamilton (9) e Bottas (3) si è trasformata in una delle gare più emozionanti degli ultimi anni, grazie soprattutto alla regia di Michael Masi (10) e, ovviamente, alla bravura (e fortuna) di Pierre Gasly (10 e lode), incredibile emulo del Vettel di tororossiana memoria. Se dodici anni fa ci aveva pensato il meteo a far emergere la strategia della scuderia di Faenza (a noi piace ricordarla come Minardi), oggi ci ha messo lo zampino il direttore di gara che ha deciso dapprima per l’ingresso della safety car e poi, incredibilmente, sia per uno stop al Gran Premio che per un’inattesa ripartenza da fermo. Se al suo posto ci fosse stata la buonanima di Whiting, statene certi, avremmo assistito all’insostenibile virtual safety car che nulla avrebbe aggiunto al party che, alla faccia del regolamento, stava tenendo il re nero in prima posizione.


Laddove le limitazioni non riescono ad arrivare benvenga dunque la manina esterna che spariglia le carte, che rende possibile l’impossibile, che ti da una scarica di elettroshock mentre ti stai appisolando sul divano; in parole povere che ti fa ancora sentire vivo e adrenalinico davanti a una gara di Formula Uno. E onestamente poco ci importa che la classifica finale sia drogata, ingiusta, artificiosa. Ci siamo divertiti come non capitava da anni (per l’ultima vittoria di un team non top-3 bisogna tornare ai tempi di Papa Ratzinger) a vedere battagliare l’Alpha Tauri contro la McLaren di Sainz (8) e la Racing Point di Stroll (7,5) o di sperare che l’Alfa Romeo di Kimi (8) potesse rimanere nella zona punti. Alla fin fine non abbiamo nemmeno sentito la mancanza della Ferrari, alla quale anzi dovremmo persino dire grazie perché, oltre a dare materiale di analisi a giornalisti di mezzo mondo (noi non ci siamo ancora espressi, aspettiamo trepidanti il Mugello), ha permesso di vivere il pomeriggio di oggi. Magari, la prossima volta, Leclerc (6) dovrebbe evitare di rischiare l’osso del collo: la scena più bella, in fondo, è quella in cui scende incolume dai rottami dopo il terribile incidente alla Parabolica.

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