McLaren, Ricciardo: «Brown ha ragione, ma è solo un brutto momento. Credo ancora nel titolo»
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Daniel Ricciardo è entrato forse nel periodo più brutto della sua carriera in F1. Dopo aver fatto vedere quel di cui era capace al volante della Red Bull, battendo Vettel nel 2014 e rendendo pan per focaccia a Verstappen nelle stagioni trascorse assieme all’interno della compagine austriaca, Daniel ha deciso di affrontare due sfide alquanto provanti. Se l’australiano è uscito più forte dall’esperienza in Renault, il primo anno in McLaren (2021) non è andato secondo i piani e neppure le prime gare di questo 2022 sono in linea con le aspettative del team e del pilota.


Ricciardo conferma le parole di Brown

Considerazione già fatta da Zak Brown qualche giorno prima del GP di Monaco e ribadita ultimamente da Daniel Ricciardo in un’intervista riportata da ‘Formula1.com’: Brown ha ragione. Per prima cosa ci tengo a dire che i suoi sono commenti che non prendo assolutamente sul personale. La mia pelle oltre ad essere abbronzata è anche spessa! Sono d’accordo con lui, questi risultati non soddisfano entrambi”.

“Nessuno è più critico di me nei miei confronti. Non sono in Formula1 per ottenere una 10° o 12° posizione. Ci sto lavorando e sto ricevendo il massimo supporto dal team (leggi qui). Sto cercando di progredire io come pilota mentre aiuto la squadra a fare dei passi avanti in termini di performance dell’auto. C’è sicuramente ancora del potenziale che mi piacerebbe estrarre dalla monoposto, ma a volte anche a causa di alcune sessioni andate storte, non siamo riusciti ad avere una visione chiara delle cose. Credo che questa situazione sia figlia di una combinazione di fattori”, ha aggiunto.

Ricciardo, McLaren, Stagione 2022, GP Monaco 2022

Ricciardo: "Non mi sono dimenticato come si guida"

Raggiunto invece da ‘Crash.net’, Daniel si è soffermato maggiormente sullo stato d’animo con cui sta affrontando questo difficile periodo della sua carriera: “Alcune volte sono arrabbiato, altre eccitato e motivato. Di base, voglio dimostrare alle persone che si sbagliavano e a me di avere ragione a credere nelle mie capacità. Mi ricordo come lo scorso anno, già intorno ad aprile-maggio, c’erano degli articoli molto duri nei miei confronti, trovo divertente il fatto che soltanto sei mesi prima, nel 2020, gli stessi mi consideravano come uno dei piloti più forti di quella stagione. Non mi sono certo dimenticato come si guida in sei mesi. È solo un brutto momento e so che posso uscirne”.


La vittoria ottenuta in Italia lo scorso anno ne è l’esempio perfetto: “Ho sentito gente dire che quanto accaduto a Monza sia stato solamente un ‘una tantum’, ma non ho mai visto nessuno vincere ‘gratis’ in Formula1. Sono cose che non accadono. Devi essere molto bravo per eseguire un weekend perfetto. Per farla breve, so che posso ripetere quel tipo di performance. Credo al 100% nelle mie capacità. Ed è per questo che continuerò a lottare”.

Sogni iridati

Diventare campione del mondo è da sempre stato un sogno per Ricciardo e parlando di questo obiettivo ha aggiunto: “Il mio approccio è sempre stato quello di credere che ogni anno sarebbe stato quello buono, ma poi alla fine quel momento non è ancora mai arrivato. Ci sono tantissime variabili di cui tener conto in F1 e io non sono l’unico ‘controller’ in questo gioco. Si deve possedere anche una certa maturità per comprendere che non basta essere il miglior pilota per vincere le gare e il campionato”.

Ricciardo, McLaren, GP Monaco 2022

Daniel Ricciardo, GP Monaco 2022 (Foto: Twitter, McLaren)

“Sono anche consapevole del fatto che potrei anche non veder mai realizzato il mio sogno. Per questo occorre guardarsi attorno e trovare appagamento in altre cose che riescono comunque a darti soddisfazione”, ha proseguito. Non c’è alcuna garanzia che diventerò campione del mondo, e non voglio guardare indietro alla mia carriera tra 15 anni con rabbia, dispiacere o rimorso dicendo: ‘Non ci sono riuscito, ho fatto schifo’. Questo perché so che non è così. Ho girato il mondo ed è stato divertente. Ci sono altre cose di cui essere felici. Se sarebbe meglio diventare campione del mondo? Ovviamente sì”.

Infine un commento sull’ipotesi ritiro e sul lascito che l’australiano vorrebbe donare alla F1 al termine della sua carriera:Finché mi sentirò competitivo e al massimo della forma continuerò a correre. Ho fatto delle pole e ho vinto delle gare, ma non sono ancora diventato campione del mondo e questo è ciò che sto ancora inseguendo. Anche se dovessi riuscirci il prossimo anno, credo che non mi ritirerei subito. Credo di avere ancora degli anni in F1 davanti a me. Lasciare un’eredità è qualcosa a cui non penso davvero. Mi piacerebbe però avere un’influenza positiva sulle persone. Se alcuni ragazzi mi ritenessero un buon modello e fossi d’esempio per alcuni atleti più giovani, ne sarei felice”.

McLaren, Brown: «Ricciardo non sta soddisfacendo le aspettative. Gap? Complimento a Norris»

Foto: Twitter, McLaren

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