Ferrari, è l'ora delle decisioni: trionfare nelle battaglie o vincere la guerra?
In una fase della stagione in cui valori in canpo sono ben definiti, è chiaro che la Ferrari potrebbe lottare con Red Bull sino all'ultima gara. A Maranello è giunta l'ora delle decisioni, di capire cosa fare "da grandi": trionfare nelle battaglie o vincere la guerra.

Il bicchiere è pieno a metà, questo è il dato di fatto che emerge per la scuderia Ferrari dal risultato del gran premio di Gran Bretagna. Stabilire se, come si dice, il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto è esercizio assai complesso e, probabilmente, dipende dal punto di vista dei singoli, da quella che è la maniera di interpretare la stagione attuale del Cavallino.

Detto questo, duqnue, è opportuno svolgere alcune valutazioni in merito a questo trionfo, il terzo stagionale per Maranello, prendendo in esame ogni aspetto, positivo o meno, con un occhio anche agli eventuali scenari futuri.

Il punto sulla Ferrari
carlos sainz ferrari

Iniziamo con alcune considerazioni utili nel valutare positivamente quanto accaduto nel decimo round della stagione 2022. Indubbiamente, gli aspetti positivi che emergono dalla trasferta Britannica non mancano, poiché con soli tre giorni la Rossa ha acquisito non poche certezze, mettendo anche fine ad una serie di gare davvero complessa.


Il primo fattore, forse il più importante, riguarda l'ulteriore consapevolezza acquisita dal team di poter contare su un'ottima monoposto, veloce in ogni scenario, anche su una pista storicamente non proprio favorevole.

In secondo luogo, un altro elemento da non sottovalutare è rappresentato dalla certezza di poter disporre di due piloti di assoluto livello: uno Charles Leclerc sempre perfetto, battagliero e velocissimo, e un Carlos Sainz sempre più in palla, in fiducia con la macchina, team player se necessario e cannibale al bisogno.

Terzo fattore rassicurante con cui la Scuderia si dirige verso l'Austria è quello relativo ad un recupero di punti effettuato in classifica piloti e costruttori su Max Verstappen e la Red Bull, rispettivamente. Ultima nota positiva riguarda l'affidabilità che, dopo un trittico di gare da dimenticare, dalle parti della GeS sembra recuperata.

Insomma, una F1-75 che dopo quasi tre mesi torna a vincere una gara, anche considerando tutti gli elementi appena citati, sembrano far propendere verso una valutazione positiva il fine settimana del team di Mattia Binotto.

charles leclerc ferrari

Al contrario però, non mancano neppure le argomentazioni per valutare in modo non positivo il fine settimana Inglese della Scuderia.


Il primo è indubbiamente quello relativo alla lunga diatriba via radio tra Charles Leclerc e suo il muretto e tra il muretto e Carlos Sainz. Una situazione in cui il Monegasco, pur con macchina danneggiata, era chiaramente più veloce del compagno di box e si trovava a chiedere la posizione su Carlos per imporre il suo ritmo e allungare.
In quel frangente, però, il muretto si è nuovamente rivelato incapace di prendere una chiara decisione pur di non imporre gerarchie, perdendo però secondi preziosi su un ritornante Lewis Hamilton. Gerarchie che il cronometro, in quel momento, stava chiaramente mostrando.

Secondo fattore negativo è, ovviamente, quello riguardante la gestione della fase finale di gara quando, non facendo pittare Leclerc, il muretto Ferrari lo ha escluso dalla lotta per la vittoria, relegandolo in quarta posizione al traguardo, facendogli recuperare solamente sei punti sulla Red Bull di Max Verstappen. Punti recuperati che, con un Max Verstappen quasi KO per problemi al fondo della sua RB18, potevano essere indubbiamente maggiori.
Per comprendere quanti punti il pilota numero 16 della Rossa ha lasciato per strada basta svolgere pochi calcoli.
In caso di successo con giro veloce (dato il ritmo e la gomma nuova probabilmente Leclerc lo avrebbe siglato), i punti recuperati dal Monegasco su Max sarebbero stati 20. Non solo, ma anche facendo un doppio pit stop, nella peggiore delle ipotesi, le due F1-75 avrebbero concluso la gara in prima e terza posizione (anche se a quel punto, per Sainz sorpassare Hamilton non sarebbe stato molto complicato), andando così a recuperare, oltre che su Verstappen con Charles, anche un maggior numero di punti alla Red Bull in classifica costruttori sul team di Chris Horner.

Il weekend del Nortamptonshire quindi, valutato in questo modo, sembra configurarsi maggiormente come una grossa occasione per riaprire la partita mondiale gettata al vento con una strategia oggettivamente discutibile.

mattia binotto ferrari

Facendo un passo indietro, forse, lo chiave di lettura necessaria per valutare gli eventi di questo 2022 Ferrari, e di conseguenza il GP di Gran Bretagna, risiede nelle parole pronunciate dal team principal Binotto lo scorso Dicembre. Dopo la un 2021 moderatamente positivo, il numero uno del reparto corse, nel tracciare gli obiettivi per il tanto atteso 2022, in occasione del classico incontro con in giornalisti durante il pranzo di Natale, disse:

"I cicli si costituiscono con le vittorie. Nel 2022 dovremo essere in grado di vincere delle gare e di avere una vettura competitiva. Vogliamo vincere il maggior numero di gare possibile. Ad oggi, non posso parlare di mondiale scontato con questa Mercedes e con questa Red Bull. La nostra ambizione per il 2022 è quella di tornare a giocarsi pole e vittorie".

Parole chiare e oneste dal momento che, dopo due stagioni fallimentari, l'obiettivo a Maranello era ovviamente quello di produrre una monoposto capace di tornare in alto e di far dimenticare vettura come la SF1000 e la SF21 che, come massima ambizione, potevano giocarsi il podio al verificarsi di particolari e straordinarie condizioni.
Dunque, stando a queste parole del tecnico di Losanna, l'obiettivo stagione per la Ferrari sembra essere completamente raggiunto, poiché il "goal" del 2022 erano dei successi di tappa, non puntare al titolo.

Successi di tappa che, ad oggi, sono stati e sono ampiamente alla portata dalla F1-75, su ogni tipologia di pista e in ogni condizione. Singole vittorie ma non solo, perché probabilmente in Ferrari sono sufficientemente intelligenti per comprendere quanto la monoposto attuale sia estremamente competitiva, specie nelle mani di Charles Leclerc e che, massimizzando ogni gara e portando a casa ogni singolo punto a disposizione, riaccendere il sogno del mondiale piloti, ma anche costruttori (che mancano rispettivamente dal 2007 e dal 2008) non sia un'idea così utopistica, con ancora 12 gare da disputare.

A questo punto della stagione, di fatto, i valori in canpo appaiono ben definiti, cosi come appare chiaro che la Ferrari potrebbe essere della partita e tenere testa alla Red Bull sino alla bandiera a scacchi di Adu Dhabi.
A Maranello, dunque, sembra giunta l'ora delle decisioni, l'ora di riflettere sull'andamento della stagione, tracciare dei bilanci e capire cosa si vuole fare "da grandi": trionfare nelle singole battaglie o provare a vincere la guerra.


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